Analizzare un capello per scoprire il nostro stato di salute, si può fare con il mineralogramma!

 

Il test del mineralogramma come strumento preventivo e di screening in diverse patologie

Il mineralogramma o Analisi Minerale Tissutale (TMA) è uno screening test molto sottovalutato, mentre sempre più se ne riconosce l’importanza per individuare metalli pesanti o altri minerali tossici, che il nostro organismo accumula soprattutto in tessuti molli come i capelli. I minerali, infatti, svolgono differenti funzioni fisiologiche ed una loro alterazione, deficit o eccesso, può essere tossica per il nostro corpo; queste alterazioni possono verificarsi in seguito a squilibri dietetici, abuso di farmaci, stress, fumo, inquinamento. Il test è indispensabile anche per valutare lo stile di vita e lo stato di salute dell’individuo, compresa la sua alimentazione, in quanto i minerali restano incorporati nei capelli per tutta la durata della loro crescita. Si tratta di uno screening test che non fornisce la diagnosi di una condizione patologica, ma può risultare utile se associata ad altre tipologie di esami, per presentare un quadro più dettagliato della salute della persona.

Perché va fatto sul capello?

Il mineralogramma è un test che viene effettuato sul capello, piuttosto che su altri campioni come il sangue o le urine, per diversi motivi: innanzitutto, prelevare un capello non è doloroso e la sua conservazione non richiede particolari trattamenti, i minerali contenuti nel capello sono 10 volte maggiori di quelli del sangue, poiché il nostro organismo è costituito da efficienti meccanismi di regolazione dei loro livelli nel circolo ematico, per cui le quantità di minerali in eccesso vengono accumulate nelle cellule di altri tessuti (capello) determinando comunque effetti tossici nel tempo; inoltre, le analisi del sangue possono subire variazioni di ora in ora, conseguentemente al regime alimentare o ad altri fattori, mentre il mineralogramma è in grado di darci indicazioni sulla situazione metabolica dell’individuo negli ultimi tre-quattro mesi.

Perché analizzare i minerali?

Tutti sottovalutano le innumerevoli funzioni che i minerali essenziali svolgono all’interno del nostro organismo, infatti, alcuni disturbi come affaticamento, depressione, disturbi della prostata, insonnia, cefalee, perdita capelli, iperattività, acne, problemi emotivi, disturbi alla tiroide, diabete, allergie, ipoglicemia, ipertensione, artrite, anemia, malattie cardiovascolari, disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico, ecc. sono correlati al deficit minerale o ad un loro accumulo all’interno dei tessuti molli.

Le informazioni che questo test può darci sono veramente tante, infatti, è in grado di individuare un’intossicazione da metalli pesanti (cadmio, mercurio, piombo, arsenico, alluminio), di verificare l’attività ghiandolare misurando il rapporto tra alcuni minerali tissutali, la predisposizione ad alcune malattie, di accertarsi del livello di energia cellulare; ad esempio, l’acne può essere causata da intossicazioni da piombo o da rame o da una carenza di zinco, il mal di testa premestruale è spesso causato da elevati livelli di rame, il manganese è direttamente coinvolto nella produzione di energia.

Come si esegue il test e quali metalli possono essere analizzati?

Si deve prelevare un campione di capelli asciutti dopo 24 ore dal loro lavaggio, si seleziona una ciocca di capelli (circa 3 mm di diametro) tra la nuca ed il collo, quindi si tagliano (senza strappare) i capelli il più vicino possibile al cuoio capelluto, per poi ripetere la stessa operazione nella zona centrale e nella zona a destra del retro nucale. Operazione semplice, che non richiede molto tempo e che non danneggia l’individuo.

I minerali che l’organismo accumula non sono soltanto essenziali, ma sono anche minerali tossici; fra i primi menzioniamo calcio, cobalto, cromo, ferro, fosforo, magnesio, manganese, potassio, rame, selenio, sodio, zinco; mentre fra quelli tossici si possono analizzare alluminio, antimonio, arsenico, berillio, cadmio, mercurio, piombo, platino, stagno e uranio.

A chi è consigliato sottoporsi al test?

Il test non è consigliato soltanto alle persone che hanno carenze nutrizionali, ma a diverse categorie di soggetti esposti a diversi traumi quotidiani. Ad esempio, i lavoratori esposti ad un ambiente inquinato, chi ha uno stile di vita sregolato e non bilanciato, chi consuma grandi quantità di alimenti conservati e ricchi di additivi, chi usa molti farmaci o integratori alimentari, se si hanno protesi dentarie, impianti o devitalizzazioni, se si perdono molti capelli o si hanno unghie fragili e pelle secca, se si è in gravidanza o in allattamento e si vuole valutare l’intossicazione da metalli pesanti e la corretta concentrazione dei metalli essenziali.

Inoltre, non deve assolutamente sottovalutare questo tipo di test chi soffre di osteoporosi, quindi soprattutto le donne in menopausa, chi ha alterazioni endocrine, delle funzioni sessuali, della nutrizione, infine, chi soffre di malattie autoimmuni, le cui cause sono da ricercare sia nel patrimonio genetico ma soprattutto nell’esposizione ambientale a perturbatori endocrini, come ad esempio i metalli pesanti.

Dove posso effettuare il test?

Il test, grazie alla sua praticità, è eseguibile anche nel mio studio; non è invasivo, inoltre, in seguito all’analisi si valuterà se la dieta da seguire dovrà essere integrata da alcuni alimenti in particolare o se dovranno limitarsi alcuni cibi che potrebbero provocare un accumulo di sostanze tossiche per l’organismo, in modo da ridurre gli eventuali squilibri, con conseguente miglioramento della funzionalità dell’intero organismo. In seguito al trattamento dietoterapico ed al cambiamento dello stile di vita, il test verrà ripetuto dopo circa 6 mesi, per valutare i miglioramenti ottenuti.

 

Dott. Francesco Garritano

Responsabile dello Studio Nutrilab

 

 

 

 

 

 

 

 

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