Cacao e Alzheimer: cosa hanno in comune? Scopriamo i benefici del cacao sul declino cognitivo.

Cacao e Alzheimer

Il cacao che contrasta l’Alzheimer: quali i reali benefici sul declino cognitivo che accompagna la malattia?

E se il cacao fosse utile nella malattia di Alzheimer? Scopriamo quali benefici si possono trarre.

Pasqua è alle porte e si entra nel vivo della corsa alle uova di cioccolato!

Argomento mai così appropriato al periodo quello del cioccolato, ed in particolare del cacao il quale fa parlare di se in tutta la comunità scientifica ormai da anni; vari studi si sono susseguiti e si susseguono sul cacao per dimostrarne i benefici sulla salute.

Cacao e Alzheimer, cosa dice la scienza? Ci sono dei benefici associabili?

Che il cioccolato, o meglio il cacao, possa essere salutare o meno ce lo confermano due studi incentrati proprio su cacao e Alzheimer in particolare sul declino cognitivo che accompagna la malattia; una malattia che fa paura e fa sentire spesso le persone impotenti di fronte al suo cospetto.

In questo articolo vengono nominati due fra i numerosi studi scientifici, che spiegano la correlazione che esisterebbe tra cacao e Alzheimer; il primo è uno studio pubblicato sul Journal of Alzheimer’s Disease (JAD) effettuato dai ricercatori dell’Icahn School of Medicine al Mount Sinai in collaborazione con la Kanazawa University del Giappone su u estratto di cacao Lavado ovvero un tipo di cacao minimamente trasformato, ad alto contenuto di polifenoli (antiossidanti).

Cacao Lavado: quali i benefici?

Questo gruppo di ricercatori avrebbe scoperto le potenzialità di un estratto di cacao Lavado il quale sarebbe in grado di ridurre i danni alle vie nervose nei pazienti con malattia di Alzheimer; come hanno tratto tale conclusione? Grazie ad una serie di esperimenti su topi geneticamente ingegnerizzati a sviluppare la malattia; l’estratto del cacao Lavado impedirebbe alla proteina β-amiloide (Ap) di formare gradatamente quei grumi viscosi a livello del cervello noti per arrecare danno alle cellule nervose quando la malattia di Alzheimer progredisce.

Il secondo studio invece, tutto italiano, è stato effettuato all’Università dell’Aquila e pubblicato poi su un numero di  Hypertension; tale ricerca scientifica ha visto il coinvolgimento di 3 gruppi di soggetti anziani affetti da un lieve decadimento delle abilità cognitive ai quali è stata somministrata giornalmente una bevanda contenente diverse quantità di flavonoli del cacao che possiedono proprietà antiossidanti. Con il trascorrere delle settimane si è notato un miglioramento dei valori di pressione, sensibilità insulinica e perossidazione lipidica maggiormente nel gruppo di anziani a cui era stata somministrata al quantità più elevata degli antiossidanti nonché migliorava anche la funzionalità cognitiva valutata con appositi test finali.

Questi studi ci fanno capire quanto l’alimentazione sia fondamentale nel mantenimento di un buono stato di salute sia fisica che mentale ed associarla ad una costante attività fisica può aiutare a prevenire il declino cognitivo e tante patologie che fino ad oggi erano considerate un mondo a parte.

Vogliamoci bene, vogliamo bene alla nostra mente… mangiamo in modo sano!

Responsabile Studio Nutrilab

Dott. Francesco Garritano

autore2

 

 

 

 

 

 

 

http://www.j-alz.com/vol41-2

http://hyper.ahajournals.org/content/early/2012/08/14/HYPERTENSIONAHA.112.193060.abstract?sid=f3e25d05-521c-4d6a-801e-a59eee5ec069

 

 

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