Come leggere un’etichetta? Scopri come trarre informazioni importanti dalle etichette alimentari.

Francesco Garritano
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etichette

 

Sappiamo leggere le etichette alimentari? Impariamo come trarre il massimo beneficio dalle informazioni che le etichette ci danno.

Le norme sulle etichette alimentari sono disciplinate, a livello europeo, dal regolamento 1169 del 2011, il quale ha sancito delle regole basilari alle quali i produttori devono attenersi per informare il consumatore quanto più possibile sugli ingredienti dei prodotti messi in vendita.

Esistono dei “piccoli trucchi” che possono essere utili a capire se il prodotto che stiamo acquistando è di buona qualità o se le etichette vogliono trarci in inganno.

Leggere bene un’etichetta per evitare di essere ingannati.

Ad esempio, l’olio d’oliva è una miscela formata da olio lampante rettificato per la maggior parte a cui viene aggiunta una parte di un olio d’oliva vergine o extravergine: ciò significa che per comprare un olio evo dobbiamo trovar scritta la dicitura “olio extravergine di oliva” o, meglio ancora, “olio extravergine di oliva di prima spremitura”.

Un altro particolare, che ci può far comprendere se il prodotto è di buona qualità può essere l’inserzione in etichetta, di certificazioni di qualità ISO o la descrizione delle tecniche di produzione.

Etichette alimentari.

Gli ingredienti che vengono riportati in etichetta vengono sempre scritti in ordine decrescente in base alla loro presenza nel prodotto; ciò significa che il primo ingrediente della lista è sempre quello presente in quantità maggiori, mentre l’ultimo in quantità minori.

Questo ci torna utile quando dobbiamo scegliere tra più prodotti: conoscendo la concentrazione degli ingredienti e paragonandoli, possiamo scegliere il prodotto che contiene ingredienti salutari in percentuali maggiori.

Per alcuni alimenti, come ad esempio il tonno in scatola, potremmo essere facilmente ingannati dalla confezione ed in particolare dal peso riportato e scritto con dimensioni maggiori, che è quello di tutta la scatoletta: ciò che dobbiamo andare a guardare invece, è il peso netto ovvero il peso sgocciolato del prodotto, quindi quello che in realtà mettiamo poi nel piatto.

Un’altra dicitura, oramai molto comune, che può facilmente trarci in inganno riguarda i prodotti integrali. Per essere sicuri che un prodotto sia veramente integrale dobbiamo verificare che il contenuto di farina integrale sia 100% e che il contenuto di fibra sia superiore al 7%. Valori inferiori e diversi da questi indicano che il prodotto non è totalmente integrale, ma potrebbe essere bensì miscelato in parte con quote di farine bianche.

Inoltre, per quanto riguarda i famosi “prodotti senza zucchero” non fidiamoci di questa dicitura senza aver controllato bene la casella degli ingredienti! Se troviamo scritto sciroppo di glucosio, maltosio, sciroppo di fruttosio, amido modificato o amido di mais: allora quel prodotto NON è veramente senza zucchero!

Infatti queste sostanze, utilizzate spesso in sostituzione del saccarosio, hanno non solo un alto potere dolcificante, ma anche un alto indice glicemico, che può essere dannoso soprattutto per chi presenta diabete o patologie legate all’elevata glicemia!

Anche le uova, prodotto spesso sottovalutato, vengono acquistate per lo più secondo il prezzo più basso: si consiglia di evitare di acquistare quelle ottenute da galline allevate in gabbie ma di preferire quelle allevate con metodi più naturali, rispettosi dell’animale e possibilmente bio!

Quando siamo al supermercato cerchiamo di fare più attenzione alla qualità del cibo che acquistiamo.

Responsabile Studio Nutrilab

Dott. Francesco Garritano

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