Diete e caos

Francesco Garritano

Sono troppi i regimi dietetici a far brillare gli occhi agli italiani. Alcune addirittura vengono chiamate “diete miracolose”, viene utilizzato un termine sacro per definire un regime alimentare profano. Riflettevo che dietro tutte queste diete ci sono degli interessi economici enormi e che nessuna autorità sanitaria è in grado di intervenire per controllare l’oramai incontrollabile dilagare di questi regimi dietetici che possono provocare seri danni alla salute.

Mi meraviglio anche come non ci sia neanche nessun obbligo di una sorta di “sperimentazione” clinica per ogni regime dietetico come invece viene fatto per un farmaco prima di essere messo in commercio. In un convegno fatto su alimentazione e prevenzione oncologica, citavo una frase famosa di Ippocrate del 400 A.C. ovvero “il cibo è la tua medicina e la medicina è il tuo cibo”, questa citazione rende l’idea di come tutti i regimi alimentari sono delle vere e proprie medicine che dovrebbero essere testate, ma dove sono i controllori? Penosa è la vicenda sull’aspartame dolcificante di grande utilizzo oggi perché ancora aleggia nella dietologia moderna il concetto delle calorie e quindi se riesco ad utilizzare una ” schifezza”, tra l’altro cancerogena, a calorie zero ma, che gratifica il palato, tanto meglio.

Ma il penoso è riferito a quello che le nostre povere orecchie hanno ascoltato nella trasmissione REPORT quando la società FDA americana doveva dare il via o meno alla commercializzazione di tale dolcificante; in tale periodo ci fu l’elezione del presidente americano Regan, che elesse un controllore che faceva parte dell’azienda stessa che commercializzava l’aspartame, per decidere, se questo doveva essere messo in commercio o meno. Ma ci rendiamo conto di cosa è avvenuto o vogliamo far finta di non aver capito o sentito la notizia? Tutto questo per dire che siamo privi di controllori in Italia e nel mondo, nessuno controlla questi piani alimentari, a volte viene fuori che ci sono stati degli effetti collaterali alla dieta X ma ovviamente non attribuibili alla dieta ma ad altro.

Ancora nel mio studio si sentono frasi del tipo: ” dott. ma di quante calorie mi darà la dieta” oppure, cosa ancora più drammatica ” dott. mi può dare una dieta da 1200 Kcal che con l’altra nutrizionista ho perso tanti Kg” oppure dott. “se faccio una iperproteica per qualche mese riesco in breve tempo a ritornare al mio peso ideale? ” Ovviamente tali domande mi deprimono professionalmente, perché addirittura sono i pazienti stessi che ti suggeriscono che dieta vogliono fare dimenticando che sono venuti da un professionista o così dovrebbe essere, ed essere lui a decidere quale sia la strada giusta da intraprendere.

Poi ancora leggendo tra le righe c’è sempre il riferimento all’azione degli altri nutrizionisti o dietologi che siano, cosa questa che non è accettabile se vogliamo cambiare un po’ le impostazioni dietetiche odierne perché così rimaniamo legati ancora al vecchio concetto delle calorie ed al concetto che il grasso corporeo è legato al grasso presente nei cibi, e dato che un recentissimo studio del 2011 ha definito la fascia dell’obesità infantile pari all’11%, ancora siamo alle prese con campagne educazionali sbagliatissime, ovvero dare ai bambini cibi in cui non è presente grasso o presente in quantità bassissime, per lasciare poi liberi i bambini di andare a prendere ed alimentarsi con cibi “junk food”, presenti in modo dilagante nelle macchinette automatiche, quindi cibo carico di zuccheri e di altri componenti poco salutari.

Forse non ce ne rendiamo conto ma oggi l’obesità ha dei dati mostruosi e le previsioni sono ancora più drammatiche. Che fare allora? Ancora le istituzioni parlano di calorie, di dolcificanti, di cibi light, si parla poco di attività fisica, e siamo nel caos totale sui regimi dietetici. Diete ipocaliche classiche, Dukan, Tisanoreica, dieta a zona fino ad arrivare alla dieta del sondino. Sono solo alcuni dei regimi dimagranti più in voga del momento. Parlando delle diete iperproteiche (Dukan, dieta a Zona ed altre) promettono di far perdere peso senza sforzo. Lo spot è quello di far perdere tanti chili in poche tempo. Trattasi di diete squilibrate, per non dire estreme, tutte proteine e niente carboidrati.

Quando si eliminano gli zuccheri, sia semplici che complessi, corpo e cervello restano senza carburante che porta ad attingere alle riserve di grasso per ricavare energia con formazione dei corpi chetonici. Questi corpi chetonici sono molecole tossiche, le stesse che si producono nei bambini con acetone o nel sangue dei diabetici, tanto che gli stessi promotori raccomandano di seguire queste diete per un numero limitato di giorni”. Eppure, la logica di una dieta shock si è rilevata vincente. Veloce e indolore, si segue giusto il tempo di smaltire un po’ di ciccia in vista della prova costume. Non si perde massa magra, grazie all’ apporto proteico, e non si patisce nemmeno la fame, dato che i corpi chetoniciinducono nausea e perdita dell’ appetito.

Dove sta il problema? Ma la cosa strana è che nessuno parla degli effetti collaterali quali la stanchezza, l’irritabilità, la stitichezza, fino agli effetti collaterali più severi, come sovraccarico renale, calcoli, epatopatie fino al rischio di cardiomiopatie. Che dire delle diete ipocaloriche ” restrittive”? Eppure è molto difficile cercare di cambiare tale concetto, oramai radicato ovunque, e su cui si fondano numerosi settori economici: l’industria alimentare, l’industria farmaceutica o parafarmaceutica, i centri di dimagrimento pubblici o privati, le beauty- farm, i centri di talassoterapia, i nutrizionisti e i dietologi, per citarne solo alcuni. L’argomento, a volte evocato nei congressi medici, è accuratamente evitato dai giornalisti della stampa ad ampia diffusione.

Il Professor Arnaud Basdevant ammetteva alla radio nel 1990 che «il modo migliore per ingrassare è di attenersi alle diete restrittive». La dieta ipocalorica è inefficace perché più si riducono le porzioni caloriche più il nostro organismo diventa economo, ovvero tenta di risparmiare più energia possibile. Ecco perché quando le persone vengono in studio e chiedo: ” signora ha fatto delle diete precedenti in passato” e la risposta è : ” dott. è una vita che faccio diete”, nella quasi totalità dei casi quando faccio indossare alla paziente l’holter metabolico ovvero una fascia con dei sensori molto potenti che mi misurano il dispendio energetico totale per 24/48 ore, quasi sempre ritrovo un dispendio energetico molto basso, tradotto nella pratica clinica ritrovo un rallentamento metabolico come risposta ad una vita di sacrifici. Aggiungerei che solitamente la ripresa del peso perso può addirittura essere superiore al peso di partenza.

Ma c’è ancora una cosa più importante ovvero cercare di capire questa affermazione: “con le diete ipocaloriche si perde peso”. Questa frase non mi dà nessuna indicazione perché devo sempre guardare alle tre componenti costitutivi del peso corporeo ovvero l’acqua, il muscolo ed il grasso. Con le diete ipocaloriche perdo sì peso, dando degli introiti energetici che non coprono neanche la metà del fabbisogno dell’organismo, ma perdiamo peso per deperimento organico ovvero perdiamo muscolo; ma se ti scontri con i dietologi istituzionali parlare di questo aspetto è come distruggergli un mondo, ovvero il loro mondo dove fin adesso hanno sguazzato e non si sono mai messi in discussione.

Come professionista gift parlare di medicina di segnale e prendere in considerazione i lavori di Friedman del 1994 sulla leptina è un notevole passo in avanti. In vari convegni ho spesso detto che il tessuto adiposo non è quella sacca di accumulo che un tempo si pensava, ma un organo secernente ovvero secerne questa leptina , l’adiponectina, la resistina e varie interleuchine. Queste adipochine sono entrate o dovrebbero entrare di diritto nella dietologia moderna, ma come vediamo, pochi in realtà riconoscono l’importanza di aver scoperto queste adipochine e la consapevolezza di voler applicare questo sapere alla dietologia moderna.

La leptina è un’adipochina che segnala al nostro ipotalamo se c’è cibo o meno, l’adiponectina segnala invece se ci stiamo muovendo o meno. Giungendo molta leptina all’ ipotalamo possiamo avere l’attivazione di tre assi importanti e primo fra tutti l’asse tiroideo che attraverso la secrezione del TRH va a stimolare l’ipofisi e fa secernere il TSH e questo il T3 ed il T4 dalla tiroide e quindi facendo funzionare bene la tiroide si può avere il “vero dimagrimento” altrimenti non è possibile; ma se la leptina (ormone dell’abbondanza) segnala che cibo ne stiamo assumendo poco allora non solo l’asse tiroideo si addormenta ma anche gli altri due assi ovvero l’asse del GhRH e conseguente stimolazione ipofisaria dell’ormone della crescita Gh e l’asse LH/FSH – che stimolano ovaie e testicoli a secernere estrogeni, progesterone e testosterone .

Inoltre le due adipochine (leptina ed adiponectina) devono essere in equilibrio fra di loro quindi bisogna introdurre cibo e muoversi, perché ricordo a tutti che la nostra natura non è sedentaria ma è fatta di molto movimento. La macchina per funzionare necessita dell’apposita benzina giusta? Bene, lo stesso vale per il corpo umano. Per funzionare correttamente ha bisogno di una dieta salutare, ovvero di un giusto equilibrio tra proteine, carboidrati, grassi e altri nutrienti. Ha inoltre bisogni di due concetti importanti che sono la normocalorocità, ovvero rispettare la nostra fame naturale facendo 3 pasti con colazione abbondante, un pranzo completo ed una cena più leggera dove gli assi metabolici rallentano durante la notte.

Altro concetto importante è la normoproteicità ovvero sempre l’organizzazione mondiale della sanità indica in 0,8-1 g su kg di peso corporeo la quantità di proteine da assumere per una persona sedentaria, oppure l’EFSA parla di 0,83 g su kg (ovviamente poi a questi valori proteici ottenuti va aggiunto il 20 % in più legato al valore biologico o a particolari stati fisiologici quali l’ adolescenza o la gravidanza), mentre possiamo aumentare i g di proteine man mano che aumenta l’attività fisica del paziente. Più che soffermarci sulle calorie noi professionisti gift andiamo a vedere questi segnali , cercando di spiegare e soprattutto educare il paziente che viene da noi, insegnandoli che per fare una colazione corretta non deve mangiare un caffè zuccherato con un cornetto alla crema ma deve abituarsi a mangiare bene e soprattutto al mattino fare un’abbondante colazione.

Ripulire la nostra alimentazione dagli zuccheri che oltre ad essere pericolosi per l’accumulo di grassi sono pericolosi come induttori di cancerogenesi. Quindi in una sola parola puntare sulla qualità del cibo come punto di partenza per costruire la nostra alimentazione. Facciamo diventare la colazione un momento di vero piacere dove poter mangiare in abbondanza e con gusto e soprattutto riscoprendo i cibi sani. Cerchiamo di chiarire una volta per tutte che dimagrire non significa perdita di peso corporeo ma di grasso in eccesso, e questo grasso in eccesso è possibile evidenziarlo con uno strumento che si chiama bio-impedenziometria.

La cosa che più mi dà fastidio e, che riporto in questo articolo, è dover spiegare a tutte le persone che chiamano per prenotarsi ad una visita nutrizionistica, che cos’è questo strumento e che cosa misura perché la risposta di quasi tutti è la seguente: ” Dott. ma il dietologo o il nutrizionista precedente mi ha solo pesato e preso l’altezza”. Purtroppo bisogna avere molta pazienza perché anche l’uso di questo strumento deve entrare a far parte di diritto nella dietologia moderna e quindi anche se ci vuole un po’ di tempo in più , mi metto e spiego anche tante volte al giorno la grossa potenzialità di tale tecnica per misurare molti parametri che serviranno per seguire meglio la paziente o il paziente; come dico spesso è come se ad ogni visita e ad ogni controllo scattassi una foto della composizione corporea del soggetto che sto trattando.

Continuando è molto importante bere acqua naturale, tisane e tè non zuccherato ed evitare bibite gassate. Fare movimento ogni giorno. Chi ama la palestra può iscriversi e farsi consigliare un allenamento ad hoc, oppure si può scegliere lo yoga, il nuoto o iniziare a camminare a passo veloce. E’ soprattutto importante dedicare ogni giorno circa mezz’ora di allenamento e organizzare il proprio tempo in modo da poter far movimento, meglio se all’aria aperta. Equilibriamo il nostro pranzo e la nostra cena accoppiando carboidrati e proteine nella giusta dose. Per la riuscita della nostra dieta, bisogna avere degli obiettivi raggiungibili senza troppa fretta. I chili persi nel tempo sono più difficili da riprendere.

Controllare le intolleranze alimentari o meglio chiamate oggi con il termine infiammazione da cibo, attraverso o il test dria o attraverso il dosaggio di IgG. Procedere con un programma di rotazione delle categorie di cibo che vengono fuori dal test e che promuovono l’infiammazione, per far si che non escludiamo tali alimenti per sempre dalla nostra alimentazione ma solo per un giusto periodo di tempo per recuperare a pieno la tolleranza verso quell’alimento che prima mi provocava tanti fastidi. L’ultimo segreto è quello di essere davvero convinti di voler dimagrire, quindi l’aspetto psicologico.

E’ la prima domanda che faccio ad un paziente, ovvero quanto è motivato a seguire questo nuovo cammino verso il benessere. Il successo dipende dalla nostra convinzione interiore. Potrebbe capitare di sentirsi sconfitti o di aver voglia di smettere con la dieta, in questi momenti riflettiamo sulla nostra scelta e sulla nostra voglia di sentirci più belli e in salute con qualche chilo di meno.

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