FAQ | Domande frequenti

Sono una ragazza di 23 anni e spesso soffro di cistite. Per me è un gran bel problema anche perché sento spesso del bruciore. Può aiutarmi qualche alimento? Qual è la causa?

Non devi preoccuparti perché è una delle infezioni più comuni che i medici devono curare. Il più delle volte è dovuto a un batterio Escherichia Coli, che una volta entrato nel tratto urinario inizia a creare problemi. Io ti consiglio di bere molto di più, questo ti aiuterà a eliminare più velocemente le urine senza dar tempo ai batteri di stare più a contatto con le urine e colonizzarsi. In più prendi più vitamina C, aiuterà ad acidificare le urine ostacolando la crescita batterica. Inoltre puoi assumere dei fermenti lattici per un mese.

Spesso mi capita di avere una forte diarrea acuta. Ho fatto analisi e sono andata da diversi medici. Molti di loro mi hanno consigliato di evitare alcune verdure. Potete spiegarmi il motivo e quali verdure evitare?

Si i miei colleghi hanno ragione, anche se la cosa più importante durante la diarrea, è bere tanta acqua per evitare disidratazione, spesso noi consigliamo di evitare alcune verdure proprio per la loro natura “esplosiva”, soprattutto: fagioli, cavoli e i cavolini di Bruxelles. Cerca inoltre di evitare, durante gli attacchi di diarrea, i latticini.

Da anni a mio marito spesso compaiono le emorroidi (esterne). Nonostante le cura sempre con medicinali e spesso anche con punture, il problema ritorna puntualmente. Lui soffre anche di stipsi. Cosa possiamo fare?

Dopo aver letto la frase “lui soffre anche di stipsi”, credo proprio di non sbagliarmi a scriverle che spesso e volentieri la stitichezza può causare emorroidi. Perciò prima di curarsi le emorroidi, suo marito dovrebbe eliminare la stipsi, e vedrete che il problema non dovrebbe più riscontrarsi. Perciò deve immediatamente iniziare a bere molto, a mangiare più fibre, più verdura e abbondare con kiwi e prugne.

Si può fare comunque dell’attività fisica al secondo mese di gravidanza?

La gravidanza è un processo molto delicato. Ma certo, io ti consiglio delle “delicate” camminate o del nuoto. Sconsiglio a chi non ha mai fatto attività fisica di iniziare proprio ora e poi, per chi fa queste dolci camminate evitare di coprirsi tanto per non surriscaldare troppo il nostro corpo. Inoltre evitate di fare esercizi che comprimono l’addome e di conseguenza spingono o fanno pressione sulla camera gestazionale quindi evitate ad esempio di fare addominali.

Sono incinta da 5 mesi. Posso già iniziare a prendere qualcosa per la depressione post-parto?

Si, certo!! La depressione post-partum è molto frequente. Ti consiglio qualche integratore di omega-3

Sono al mio sesto mese di gravidanza, tutti i medici parlano dell’importanza dell’acido arachidonico, in questa fase, perché?

La presenza dell’acido arachidonico è fondamentale per i tessuti fetali, soprattutto per una corretta formazione della retina e delle membrane cerebrali del bambino.

Sono una giovane mamma di 24 anni, nella fase dello “svezzamento”, come mi dovrei comportare? È vero che è un periodo molto complicato e delicato?

Lo svezzamento è quel periodo durante la quale vengono progressivamente sostituite alcune pappate con pasti idonei ai mutati cambiamenti nutrizionali. Ha come scopo la progressiva somministrazione di nutrienti non presenti nel latte materno e soprattutto facilitare l’abitudine ad aromi e sapori nuovi.

Nel primo trimestre, le integrazioni dovrebbero comprendere solo succhi di frutta non zuccherati. Intorno alla ventesima settimana si possono introdurre gli omogeneizzati di carne e verdura, brodo e passati di verdura. A partire dalla venticinquesima si possono utilizzare il formaggio grattugiato ed i biscotti vitaminizzati da sciogliere nel latte.

Mi hanno trovato intolleranza al lattosio, ma dalle ultime analisi ho anche una carenza di Calcio. Dato che non posso più bere molto latte per via dell’intolleranza, come posso sostituire la mia fonte di calcio?

Fonti di calcio, come: broccoli, spinaci e sardine.

Mi hanno appena diagnosticato un’intolleranza al nichel… So che purtroppo dovrò stare attenta a molte cose, ma vorrei sapere se fosse possibile avere una lista su tutti gli alimenti si e gli alimenti no. Grazie!

Non preoccuparti. Ecco una tabella molto utile:

Cibi da evitare o di cui controllare la composizione

Aringhe
Asparagi
Avena
Biscotti
Brioches
Cacao
Caramelle
Cibi in scatola
Cioccolato
Cipolla (se usata solo per insaporire va bene)
Crackers
Crostini
Dadi da brodo (tutti, anche vegetali)
Fette biscottate
Focaccia
Fritti
Frutta secca
Funghi
Gelato industriale
Grano saraceno
Grassi cotti (con qualsiasi tipo di olio)
Grassi vegetali idrogenati
Grassi vegetali non idrogenati e cotti
Grissini
Kiwi
Lenticchie
Mais
Margarine
Marmellata (controllare l’etichetta per l’eventuale presenza di grassi)
Merendine industriali
Miglio
Olii/grassi idrogenati e non idrogenati
Ostriche
Pan carrè
Pane all’olio
Pane integrale
Pasticcini
Patatine fritte
Pera
Polenta
Pomodoro
Pop corn
Prugna
Rabarbaro
Snacks
Spinaci
Torte
Uva passa

Alternative suggerite

Dolci fatti con burro
Fette croccanti di farine varie (niente mais, avena, miglio e grano saraceno)
Fiocchi di cereali (niente mais, avena, miglio e grano saraceno)
Gallette di riso
Granite
Muesli (senza uvette né semi oleosi)
Olii di singolo seme usati a crudo
Olio extra vergine d’oliva usato a crudo
Pane non condito
Sorbetti
Zabaione

E' consigliabile a mia figlia di 13 anni una visita nutrizionistica, non ovviamente per perdere il peso (lei è perfetta) ma perché purtroppo nonostante la sua tenera età ha già 4 gradi di miopia?

Mi fa molto piacere rispondere a questa domanda, perché finalmente posso, così, sfatare il mio che “il nutrizionista serve a far dimagrire”. E’ vero il nutrizionista può far perdere del peso, ma la sana alimentazione non serve solo a questo! Probabilmente vostra figlia soffre di miopia progressiva. Difficilmente essa può diminuire (per quello esiste l’operazione laser) ma l’alimentazione può aiutare a non farla progredire.

Per esempio la vitamina A contribuisce al mantenimento anatomo-funzionale dell’Epitelio Pigmentato Retinico (EPR), struttura deputata al metabolismo retinico; mentre la Vitamina C è utile contro la tensione del glaucoma e l’indurimento dell’occhio (che porta ad una progressiva perdita della vista). Ma utile sono anche la vitamina E, la luteine, il beta-carotene, il mirtillo e così via. Quindi si, per me un bel consulto nutrizionale può essere una buona via, insieme ovviamente alle varie consulenze oculistiche.

Buongiorno Dottore, mi chiamo Miriam ed ho 28 anni. Sono leggermente in sovrappeso anche se cerco da sempre di condurre un’alimentazione equilibrata e pratico sport quasi ogni giorno (palestra ). Mangio frutta e verdura regolarmente ma la mia pelle è alquanto secca, potrebbe dipendere dal fatto che bevo poco (non arrivo ad 1 litro e bevo per lo più durante i pasti quando mi fa più sete) ? Inoltre visto che pratico sport, quale sarebbe la quantità d’acqua che dovrei assumere? Grazie Miriam B.

Grazie Miriam per la tua domanda.
Oggi, cogliendo l’occasione di questa email inviatami, voglio parlare dell’importanza dell’acqua e di come spesso viene sottovalutata e se ne sbagliano le modalità d’assunzione.
Il punto è che capita quasi sempre durante le visite, di constatare che la maggior parte dei pazienti non beve abbastanza o beve nei momenti sbagliati; premesso che anche attraverso i cibi si prende acqua, è vero anche che, tuttavia non sarà mai abbastanza, e che il nostro corpo ha proprio bisogno di sola e semplice acqua. Facciamo presente che il nostro corpo è composto da una percentuale d’acqua che varia dal sessanta all’ottanta per cento, quindi si può ben intuire come questo liquido sia prezioso per il buon funzionamento dell’organismo e per la vita stessa.
La quantità di acqua che dovremmo assumere si aggira attorno ai 2L, ma per chi pratica dello sport le quantità deve necessariamente aumentare, perché cosi ci si reidrata e si ristabilizzano i liquidi persi durante l’attività fisica.
So che sembrano tanti 2 L, ma un buon metodo per riuscire a berne tanti, è quello di frazionarli in bottigliette da 1/2L; in questo modo è possibile portare con se la bottiglietta d’acqua senza ingombro eccessivo in modo da bere anche nei momenti in cui si è fuori casa. Altro trucco potrebbe essere quello di riempirsi i bicchieri necessari, ed ogni volta che si passa dal punto dove li si è poggiati, berli.
Un elemento da considerare è che quando non si beve abbastanza, viene attivata la via del cortisolo, uno degli ormoni secreti in risposta allo stress, che oltre a stimolare l’accumulo e la sete, aumenta il senso di fame e ritiene i liquidi. Primo infatti sentore di una persona che beve poco è la cellulite. La disidratazione coinvolge inoltre, per rispondere alla nostra amica, la secchezza cutanea, provoca infossamenti oculari, fa soffrire i reni e a livello intestinale anche la motilità e la consistenza delle feci ne vengono coinvolti, facendo sorgere problemi quali per esempio la stipsi. Bere è essenziale al dimagrimento, quindi, tanti ottimi motivi per prendere in mano un bicchiere d’acqua.

Salve Dottore, mi chiamo Rosa, sono a dieta da tre settimane circa; sto seguendo un regime di 1200 Kcal ed ho una vita molto attiva. Però ho un problema nel seguirla bene perché già a metà mattina mi viene fame (tanta fame) e quindi spesso sgarro. Non capisco come mai mi viene questa fame visto che durante la prima colazione mangio una fetta biscottata con marmellata, tre biscotti e del tè o latte scremato. Come posso fare? Ho bisogno di perdere peso ma così è uno strazio! Grazie.

Gentilissima Rosa,
quello che salta subito all’occhio dalla sua domanda è che la composizione della prima colazione è inadeguata, perché segue un regime di 1200 kcal e non di segnale.
Un regime alimentare equilibrato, deve assolutamente partire da una prima colazione forte e ben strutturata; so che la maggior parte delle diete che vengono distribuite da professionisti e non, sono diete ipocaloriche restrittive, ma queste non fanno altro che creare nel paziente un ritmo difficile da sostenere e che non porterà a nessun risultato, se non quello di bloccare il suo peso se non addirittura peggiorarlo. Pertanto, abbandoni i calcoli, mangi di più a colazione, tolga tutti gli zuccheri semplici dal suo percorso, consumi più frutta e verdura e continui la sua attività fisica, vedrà che presto anche l’ago della bilancia le darà soddisfazione e non si sentirà affamata.
La colazione ideale non dovrebbe farsi spaventare da una fetta biscottata in più se integrale, in sostanza si potrebbe consigliarne una cosi composta: da fette biscottate integrale con della marmellata spalmata sopra senza zuccheri aggiunti, della frutta secca, del latte vegetale e naturalmente della buona frutta. Solo cosi la sazietà può essere garantita e il beneficio che se ne ottiene è un giusto segnale che porta inevitabilmente allo smaltimento del grasso corporeo. Infatti è ad una colazione ricca e ben equilibrata in carboidrati, proteine e fonte vegetale che l’organismo risponde producendo Leptina ovvero l’ormone che stimola il dimagrimento ed il consumo di grasso.
Quando non mangiamo abbastanza durante la prima colazione, quello che viene percepito dall’organismo (secondo ancestrali meccanismi di sopravvivenza) è uno stato di carestia che tende ad abbassare il metabolismo; in queste condizioni l’organismo tende ad accumulare grasso il quale rappresenta un’energia di “riserva”.
Frase ricorrente tra i miei pazienti è “una colazione da Re, un pranzo da Principe ed una cena da povero”; cosa significa? Solo che le quantità di cibo ingerito devono tendenzialmente scendere man mano che si arriva alla sera, iniziando la giornata però con una ricca colazione che comprenda, quanto prima citato, naturalmente variare è un’altra esigenza.
C’è tuttavia un’altra precisazione legata ad una colazione come la sua, composta solo in carboidrati: l’ipoglicemia reattiva. Cosa vuol dire?
Dopo un pasto ricco solo e soprattutto in carboidrati raffinati, si ha un innalzamento dei valori glicemici, ed a questo innalzamento della glicemia segue un forte intervento da parte dell’insulina (ormone preposto a controllare i livelli glicemici) la quale “svuota” il sangue dagli zuccheri in eccesso; senza la giusta quota proteica e di fibre quindi, al picco glicemico segue un repentino abbassamento, sotto i livelli normali della glicemia, definito appunto ipoglicemia reattiva che porta il soggetto a sentirsi stanco ed affamato.
Ed ecco spiegata la sua fame a metà mattina!
Un regime alimentare dev’essere uno stile di vita da seguire nel tempo.
Grazie ed alla prossima.

Sono una donna di 54 anni, sono entrata già da qualche anno in menopausa e vorrei eliminare questa fastidiosa pancetta che ho accumulato; le fornisco qualche dato: altezza 1,72 m e peso 87 kg. Se può darmi qualche consiglio gliene sarei grata. Daniela

Gentile Daniela,

Iniziamo col dire che bisognerebbe averla in studio per verificare insieme l’aspetto della sua composizione corporea, ovvero fare l’analisi bioimpedenziometrica e vedere i livelli di massa grassa, massa magra e idratazione corporea.

Solo in presenza di questi dati si possono dare dei consigli concreti e procedere ad un’alimentazione che dia la perdita di peso uniforme e non solo localizzata. L’eccesso di massa grassa può essere affrontato solo cambiando il proprio stile di vita e dati semplici come peso e altezza non sono oramai più sufficienti.

Ovviamente bisogna tener presente il fatto che lei sia già in menopausa, perché in effetti in questo particolare momento della vita di una donna, si assiste ad un rallentamento del metabolismo e delle funzioni dell’organismo in generale, e per affrontare l’aumento di peso che solitamente ne consegue, bisogna dare degli stimoli all’organismo in modo più intenso e concreto.

Iniziare ad esempio la giornata con una colazione ricca, completa di frutta, carboidrati integrali, proteine e latte vegetale, è sicuramente un aspetto essenziale, dopo bisogna sempre affrontare il pranzo e la cena il più equilibrato possibile, per non dimenticare che zucchero e dolcificanti vanno eliminati.

Infatti se viene privilegiato il consumo di carboidrati raffinati, a lungo andare potrebbe svilupparsi una condizione di insulino-resistenza a causa della quale si può assistere ad un aumento della glicemia; questo eccesso di zuccheri potrebbe essere trasformato in grasso il quale probabilmente tenderebbe ad accumularsi a livello addominale (grasso viscerale).

Da non trascurare l’attività fisica la quale deve essere costante, giornaliera con fasi di aerobica e anaerobica.

Si affidi nelle mani di personale esperto che sappia guidarla in questa particolare fase della sua vita sia a livello nutrizionale che come supporto motivazionale.

Sperando di esserle stato d’aiuto la invito a leggere anche il nostro articolo sul gonfiore addominale pubblicato qualche tempo addietro.

Buongiorno Dottore, mi chiamo Michela e la seguo da quando ha aperto il sito. Ho un po’ di confusione in testa per quanto riguarda il discorso del colesterolo. Volevo chiedere: quali sono i valori auspicabili di colesterolo ematico ? Mio padre ha avuto stenosi coronariche ma per quanto mi riguarda mi hanno sempre rassicurato essere nella norma. E soprattutto se è vero che le uova fanno male e fanno salire i valori. Grazie attendo una sua risposta.

Gentile Michela,

la ringrazio per questa interessante domanda. In effetti non è la prima a pormi una domanda del genere in quanto da sempre le uova sono viste come uno dei principali imputati per l’aumento dei valori ematici di colesterolo.

Facciamo insieme un po’ di chiarezza.

Sappiamo che il colesterolo totale si divide in una prima analisi in colesterolo HDL (il cosiddetto colesterolo buono) ed il colesterolo LDL (quello cattivo per intenderci); in base ai valori che otteniamo dal rapporto tra il colesterolo Totale e quello HDL, capiamo se esiste o meno un rischio per la malattia coronarica.

Considerando che un rapporto compreso tra 4 e 5 non rappresenta fattore di rischio, facciamo un esempio pratico:

Colesterolo Tot. 283

Colesterolo HDL 62

Rapporto 283:62 = 4.56

Questo valore non rappresenta un rischio.

Detto ciò andiamo al discorso uova le quali per anni sono state demonizzate come fonte naturale di colesterolo;  ad oggi numerosi studi sostengono l’importanza di questa fonte proteica in una alimentazione bilanciata e dimostrano che anche mangiando più un uovo al giorno, esse non costituiscono la causa di valori elevati di  colesterolo.

L’innalzamento del colesterolo in soggetti sani, è imputabile ad uno squilibrio di segnale dovuto ad una scorretta alimentazione, scarso movimento ed abitudini di vita scorrette;  è importante il ripristino dell’equilibrio leptinico in quanto l’azione della leptina è modulatrice dell’enzima HMG-CoA reduttasi (lo stesso su cui agiscono le famose statine).

Spesso si dimentica che il nostro organismo è in grado di rispondere all’introito di alimenti ricchi in colesterolo, limitando quello autoprodotto mentre,  al contrario, con l’imposizione di uno stretto controllo del colesterolo assunto con la dieta otteniamo che l’organismo stimoli, in una certa misura, la produzione di colesterolo stesso (dando il via libera all’azione dell’enzima HMG-CoA reduttasi).

Ovviamente i farmaci contro il colesterolo sono utili ed efficaci, ma andrebbero utilizzati solo dopo prescrizione medica, su una ridotta percentuale di pazienti i quali avendo dei valori realmente elevati di colesterolo non riescono a ritornare nella norma con la dieta e soprattutto se presentano fattori di rischio molto ben definiti.

 

Perciò cara Michela non si preoccupi tanto delle uova (ovviamente tutto in un’alimentazione dev’essere consumato in maniera equilibrata), ma intraprenda una strada verso un corretto stile di vita: diciamo SI ad una ricca e completa colazione, SI ad un’alimentazione quanto più variegata ed equilibrata e SI al movimento parte essenziale per il mantenimento di un ottimo stato di salute.

 

Dr. Francesco Garritano

www.studionutrilab.com

3472481194

Salve Dottore, ho letto sul suo forum una domanda sulla glicemia. Volevo chiederle un consiglio: mi chiamo Marco ho 31 anni ed ho la glicemia a 94… so che non è considerata diabete ma sono comunque preoccupato perché non riesco a capire la differenza tra i range, chi dice una cosa chi ne dica un’altra. Attendo una sua risposta. Grazie Marco T.

Gentilissimo Marco,

grazie per avermi posto i tuoi dubbi e per aver letto il forum, tengo tanto al fatto che chiunque possa rivolgere delle domande e trovare le risposte che cerca ma soprattutto risposte professionali basate su criteri scientifici.

Detto ciò per esaminare bene il suo caso ovviamente dovrei fare un’anamnesi approfondita in studio però posso ragionare su quel poco che mi ha detto.

Alla sua giovane età avere una glicemia al limite dei valori normali (consideri che per valori compresi tra 100-125 si parla di pre-diabete) rivela uno scarso controllo metabolico degli zuccheri che potrebbe portare alla possibilità di ammalarsi di diabete.

Addirittura le cito uno studio effettuato da un gruppo di ricercatori Israeliani che hanno esaminato un vasto gruppo di persone di età compresa tra i 25 ed i 45 anni seguite per ben 12 anni; i ricercatori hanno constatato che chi aveva valori di glicemia basale maggiori di 87 risultava avere un rischio di sviluppare la patologia diabetica nel corso degli anni più alto rispetto chi avesse valori minori mentre le persone che avevano valori glicemici tra 91 e 99 presentavano un rischio 8 volte superiore rispetto a quelli con glicemia bassa.

Anche se la sua glicemia attualmente rientra nei famosi ranges che citava lei, bisogna ragionare sullo stile di vita, sull’alimentazione e sull’attività fisica senza aspettare che i valori con il passare del tempo salgano.

Bisogna uscire fuori dagli schemi ed ingegnarsi per migliorare da subito la propria salute.

Sono sicuro che applicando le buone norme alimentari che prevedono una ricca e completa colazione, cena leggera, carboidrati integrali, movimento quotidiano ed eliminazione di zuccheri semplici e raffinati, i suoi valori si normalizzeranno.

Si affidi sempre a professionisti e non si lasci andare ma si prenda cura di se  e dalle sua salute.

Dott. Francesco Garritano

www.studionutrilab.com

Salve Dottore mi chiamo Armando ed ho 40 anni compiuti da poco. Ho un problema ormai da anni che mi crea non pochi fastidi, ho forti mal di stomaco, acidità, reflusso ed a volte fenomeni di meteorismo. Ho provato negli anni a curarli con svariati farmaci ma ad oggi con scarsi risultati, ho come l’impressione che non risolvano il problema ma che siano solo un modo per attenuare i sintomi. Grazie.

Gentile Armando,

grazie per avermi fatto questa domanda. Infatti, dopo anni di  pratica clinica posso affermare che i sintomi da lei descritti siano quasi sicuramente l’espressione di uno stato infiammatorio alterato.

Spesso il reflusso è determinato da una eventuale intolleranza alimentare e questo è confermato da studi grazie ai quali i ricercatori hanno constatato, in casi come il suo, la presenza di eosinofili (cellule del sistema immunitario responsabili delle allergie) appena sotto la mucosa di stomaco ed esofago.

Se questo fosse il motivo scatenante, sarebbe buona norma seguire una dieta a rotazione settimanale rieducando così il sistema immunitario alla tolleranza e riducendo l’infiammazione.

Se si riesce a condurre un’alimentazione equilibrata in tutte le sue componenti, molti dei sintomi che lei avverte andranno pian piano ad affievolirsi fino a scomparire.

 

Ovviamente in caso di reflusso vi sono alcune norme alimentari che vengono consigliate quali ad esempio ridurre il consumo di quei cibi che possono portare ad un peggioramento dei fastidi avvertiti quali cibi grassi, pomodori, aceto e così via; non mangiare in maniera pesante, non coricarsi subito dopo i pasti, masticare lentamente permettendo già una prima digestione dei cibi all’interno della bocca da parte degli enzimi deputati, sono regole che andrebbero inserite nella quotidianità.

Ovviamente sono tutte considerazioni che andrebbero fatte dopo attenta analisi in studio della sua situazione, ma quello che con certezza posso consigliarti è di fare una breve auto-analisi delle abitudini e di pensare seriamente ad affidarsi nelle mani di un professionista esperto che la possa guidare in un cambiamento di stile di vita e di alimentazione prima che la situazione si cronicizzi ulteriormente.

Dott. Francesco Garritano

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Tel. 347.2481194

Salve Dottore mi chiamo Annarita ho 50 anni e inizio a fare i conti ahimè con l’osteoporosi… vorrei tanto sapere se esiste una qualche soluzione naturale al problema, sa mia madre ne soffriva e sono un po’ preoccupata. Grazie.

Cara Annarita,

credo il suo problema sia comune a molte persone e la stragrande maggioranza di esse inizia poi a prendere farmaci senza aver mai tentato nessun cambiamento nello stile di vita, preventivamente allo sviluppo della patologia.

 

Credo che il miglior modo per rendere le ossa resistenti, più forti, sia quello di modificare la propria nutrizione e, se non propriamente corrette, anche le abitudini di vita.

 

Intendo dire che ad esempio, che il cambiamento può avvenire iniziando dall’attività fisica; il movimento dev’essere parte integrante della propria esistenza

quindi anche una passeggiata al giorno può essere utile per stimolare la deposizione di nuova matrice ossea; le nostre ossa infatti, sono sensibili agli stimoli meccanici e questi stimoli rappresentano proprio uno dei più importanti fattori trofici per il tessuto osseo.

 

Forse non tutti sanno che secondo vari studi scientifici, l’infiammazione riveste un importantissimo ruolo in quella che è la patogenesi della malattia, da ciò deduciamo che un eventuale esame e controllo delle intolleranze alimentari ad esempio, può essere d’aiuto nel miglioramento generale della salute dell’organismo e di varie patologie quali l’osteoporosi.

 

Essenziale è altresì, bilanciare i carboidrati con le proteine non solo per equilibrare il fattore insulinico ma anche perché la matrice minerale ossea si regge su strutture proteiche e la mancanza di apporto di proteine potrebbe influenzare in maniera negativa anche l’osso.

 

Un consiglio fitoterapico potrebbe essere quello di utilizzare l’equiseto; questa pianta conosciuta anche con il nome di coda di cavallo, vanta usi curativi che risalgono all’epoca greco/romana per le sue proprietà diuretiche ed oggi se ne conosce la sua utilità anche per l’osteoporosi. Una bassa quantità di silice porta ad una demineralizzazione ossea e di conseguenza all’osteoporosi, è per questa ragione che l’equiseto può essere un valido aiuto per mantenere le ossa robuste!

 

Una varia e sana scelta di cibi, può essere inoltre affiancata da una consapevole integrazione di magnesio, rame e zinco i quali sono utilissimi per mantenere uno stato di salute adeguato sia dell’intero organismo e sia delle ossa stesse.

 

Ovviamente la strada giusta dev’essere intrapresa con il supporto di un professionista del settore che sappia guidarla verso un corretto e sano stile di vita.

Alla prossima!

 

Dott. Francesco Garritano

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Salve, sono Francesca ed ho 20anni. Soffro di forti dolori durante le mestruazioni per i quali prendo degli antiinfiammatori non steroidei (a base di brufen o molecole similari). Mi è stato suggerito che possono essermi d’aiuto, oltre la classica borsa d’acqua calda e le bevande calde, integratori e d alimentazione. È vero?

Gentile Francesca, la dismenorrea è un problema che affligge molte donne in età fertile nelle quali le  fitte dolorose al basso ventre sono spesso associate a mal di schiena, nervosismo, sbalzi d’umore, stanchezza, diarrea o stipsi, nausea, dolore al seno, capogiri e svenimenti.

Se la sua dismenorrea è primaria, cioè se i sintomi dolorosi non sono dovuti ad una patologia, accanto all’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei, si può intervenire utilizzando degli integratori contenenti il magnesio (che aiuta le cellule muscolari lisce dell’utero a rilassarsi), da solo o in associazione ad altri sali minerali come manganese, rame e zinco (che regolano la produzione ormonale femminile), ma anche il calcio. Questi elementi possono essere assunti anche con l’alimentazione poiché si trovano in buona quantità nel latte, nella frutta secca (noci, mandorle, anacardi, arachidi, pistacchi e nocciole), nelle foglie di cavolo e in generale nelle verdure a foglia verde (bietole, carciofi e spinaci), nella carne di bue e nei cereali integrali e in legumi come lenticchie e fagioli.

Un altro valido rimedio può essere integrare la dieta con vitamina B6 (importante per la sintesi di serotonina), con omega-3 (una carenza di omega-3, unita ad un eccesso di omega-6 favorisce la produzione di prostaglandine e di altre sostanze ad azione pro-infiammatoria) o assumere tisane calde che favoriscono il rilassamento e diminuiscano l’ansia (nelle percezione del dolore vi è anche una componente psicologica) a base ad esempio di camomilla (che ha proprietà spasmolitiche, antinfiammatorie, ansiolitiche) o di achillea (che ha proprietà antispastiche, antinfiammatorie) giusto per citare due esempi.

Si ricordi che sia in fase premestruale che mestruale è buona norma stare molto attenti all’alimentazione, prediligendo cibi sani che siano facilmente digeribili ed evitando di assumerne in grandi quantità; cerchi di limitare il più possibile l’utilizzo di sale e di prodotti che ne sono ricchi; questo le consentirà di ridurre sensibilmente la ritenzione idrica (che spesso si associa) e di conseguenza di ridurre il gonfiore, la tensione mammaria ed i dolori. Effettui pertanto, dopo la metà del ciclo e per la sua durata, una dieta iposodica limitando non solo l’uso del comune sale da cucina per insaporire i cibi cucinati a casa (lo sostituisca con zenzero, semi di finocchio, timo, cannella e chiodi di garofano in polvere), ma soprattutto eliminando tutti quei prodotti di preparazione industriale come dadi, formaggi , insaccati e salumi , pesce affumicato o conservato, carne affumicata o conservata, junk food e fast food in generale, prodotti da forno: focacce, pizze, pane, cracker, grissini, biscotti, ecc. che ne sono ricchi. Limiti anche il consumo di biscotti, prodotti dolciari industriali e dei alimenti contenenti caffeina (caffè, cioccolato, tè e bibite a base di cola) la cui azione eccitante può accentuare il disagio durante le mestruazioni .Non dimentichi di bere acqua a sufficienza per idratarsi e di compiere quotidianamente dell’attività sportiva, senza eccessi, vero toccasana per corpo, circolazione ed umore.

Se la sua dismenorrea è secondaria quanto detto finora può esserle di valido aiuto per controllare la sintomatologia dolorosa ,ma non sufficiente, e sarà pertanto necessario trattare la patologia organica di base.

Per contattarci può compilare il modulo ”Il Nutrizionista Risponde” presente nella home del sito.

 

Dott. Francesco Garritano

Biologo Nutrizionista

Tel: 34724811943920092540    e-mail: [email protected]

Salve sono Loredana, 30 anni; ho notato che dopo aver mangiato spesso soffro di un tale gonfiore alla pancia da dover sbottonare i pantaloni e di avere una sensazione molto spiacevole di insofferenza. Può darmi dei consigli alimentari che mi possano alleviare il problema?

Gentile Loredana, normalmente nell’intestino è presente un insieme di gas (anidride carbonica, ossigeno, azoto, idrogeno, metano e idrogeno solforato) che eliminiamo quotidianamente attraverso il retto con una flatulenza.

A questa miscela (prodotta dai batteri presenti normalmente nel colon), si associa l’ingestione di aria, se il pasto è consumato velocemente, che viene in parte allontanata mediante eruttazione.

Un aumento della produzione di gas può verificarsi per un aumento del ristagno dei cibi all’interno del intestino, per fenomeni di intolleranza , per infiammazione o per il prevalere dei batteri cattivi su quelli dei benefici della flora intestinale).

Non sapendo quale sia il suo disturbo di base i suggerimenti che posso darle sono semplici e di facile attuazione.

Le consiglio di masticare lentamente per ingerire meno aria, facilitare la digestione, ridurre il gonfiore ed evitare che gli alimenti non totalmente digeriti possano provocare infiammazione e stimolare fenomeni di tipo allergico.

Modifichi la sua alimentazione limitando quegli alimenti che contengono carboidrati non digeribili dal nostro organismo (per assenza o carenza di enzimi) che nel colon sono aggrediti dai batteri della flora intestinale con formazione di gas. Quindi elimini legumi come fagioli e ceci (che contengono grandi quantità di raffinosio); limiti verdure come cipolla, cavolo, rapa, verza, cavolfiore, aglio, peperone, melanzana (in cui il raffinosio è meno presente); prediliga verdure che possano favorire l’eliminazione dei gas come finocchio, sedano (che stimola la peristalsi intestinale) ed asparago cui può unire come spezia lo zenzero che stimola la produzione di succhi gastrici e quindi migliora la digestione; elimini quei cibi che contengono sorbitolo (dolcificante usato in caramelle,gomme da masticare, merendine ed in alimenti dietetici senza zucchero) oltre che trovarsi naturalmente in mele, pere, pesche e prugne secche; elimini bibite e bevande alla frutta.(soprattutto se gassate!)che utilizzano il fruttosio come dolcificante (naturalmente in cipolle, carciofi, pere); limiti il consumo di prodotti alimentari trasformati (come pane, cereali e condimenti)che contengono lattosio (zucchero naturale di latte, latticini e formaggi freschi).

Limiti il consumo di carboidrati provenienti da cereali raffinati (pane bianco, riso brillato e biscotti fatti con farina 00 ecc.)e li sostituisca con cereali integrali che ricchi di fibra alimentare rallentano l’assorbimento degli zuccheri stimolando e favorendo il corretto funzionamento intestinale ; inoltre il riso è l’unico alimento il cui amido non provoca gas contrariamente a quello di patate, grano e pasta.

In ultimo assuma la frutta lontano dai pasti, beva almeno due litri di acqua al giorno, faccia una costante attività fisica utilizzi dei probiotici per regolarizzare la sua flora intestinale e vedrà che la situazione migliorerà visibilmente.

 

 

 

 

 

 

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Dott. Francesco Garritano

Biologo Nutrizionista

Tel: 34724811943920092540   e-mail: [email protected]

Buongiorno, ho 32 anni e soffro di Policistosi Ovarica , problema per cui da anni utilizzo la pillola estroprogestinica per gestire i ritardi mestruali. Posso migliorare in qualche modo la mia patologia anche con il cibo?

Gentile signora, la sindrome dell’ovaio policistico è una alterazione endocrina che si riscontra molto comunemente nelle donne in età fertile dai sintomi variabili dalle sole alterazioni del ciclo mestruale fino a situazioni più complesse con amenorrea ed irsutismo, con ripercussioni sulla qualità della vita.

Negli ultimi anni si è visto che esiste una stretta correlazione tra la sindrome e la comparsa di insulino-resistenza sia in pazienti normopeso che in quelle  sovrappeso; pertanto il primo consiglio che le posso dare è quello di modificare il suo stile di vita per migliorare la sensibilità insulinica e pertanto ridurre la sintomatologia della sua patologia.

Come? Semplicemente applicando alcuni piccoli accorgimenti che riguardano l’alimentazione. Ricordi di non saltare mai la colazione che deve essere il pasto principale del giorno (modula i segnali legati all’assunzione di cibo) e contenere carboidrati integrali, proteine, vitamine, minerale e fibra dati dalla frutta; di consumare un pasto completo (carboidrati da cereali integrali+ proteine + verdura) a pranzo ed una cena molto leggera (proteine e verdure); di eliminare gli zuccheri semplici (in alimenti e bevande), di ridurre il consumo di grassi saturi di origine animale e prediligere olio extravergine d’oliva a crudo, aggiunto alle pietanze col cucchiaio e con moderazione, di preferire metodi di cottura come: il vapore, microonde, griglia o piastra, pentola a pressione, piuttosto che la frittura, la cottura in padella o bolliti di carne; di bere almeno 2 litri di liquidi al giorno. Questi accorgimenti le consentiranno per controllare gli sbalzi del glucosio nel sangue e di equilibrare la secrezione dell’insulina che porterà al miglioramento della sintomatologia ed anche a perdere peso, qualora fosse per lei necessario, consentendole inoltre di mantenere a lungo il peso raggiunto.

A questo associ l’abitudine di svolgere una attività fisica prevalentemente aerobica a bassa intensità e lunga durata (come la corsa,la camminata a passo svelto, il nuoto ecc) per un’ora tre volte a settimana, o comunque in relazione al suo livello di allenamento, importantissima nella terapia di una patologica come la sua poiché migliora sensibilmente la risposta dei tessuti all’insulina, permette la mobilitazione dei grassi dal tessuto adiposo e la regolarizzazione della secrezione degli ormoni maschili che è in genere aumentata nella sindrome.

Un altro consiglio che le posso dare è di valutare le sue reattività alimentari mediante un Recaller-Programm dal momento che è stata notata un associazione positiva tra uso del latte e la sindrome dell’ovaio policistico (il latte sarebbe uno stimolatore della produzione di insulina) in base alle quali potrà essere impostata una dieta di rotazione settimanale (in base alle eventuali positività riscontrate) che sarà un valido aiuto per migliorare la sua sintomatologia, perché aiuterà a risolvere lo stato di “l’infiammazione” dell’organismo; per fare ciò sono da considerare come valido aiuto l’uso della curcuma o di fitoestrogeni naturali.

 

 

 

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Dott. Francesco Garritano

Biologo Nutrizionista

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Salve dott. Garritano, mi chiamo Claudia e sono del 1976, ho diversi problemi che le elenco: colon irritabile, calcolosi ai reni e alla cistifellea, iposideremia, ipercolesterolemia familiare, endometriosi e gastrite (prende solo il protettivo), reduce di ulcera ora risolta ma feci al tempo una dieta drastica con riacquisto di peso immediato. Probabile intolleranza al lattosio, il latte non lo bevo, mi da fastidio ma i formaggi li mangio a volte, mangio molte schifezze. Peso 55,5 altezza 152,8. Sono una fumatrice e non pratico attività fisica. Mi può dare qualche consiglio?

Cara Claudia la situazione è alquanto complessa ed andrebbe analizzata con più calma: inizierei con un piano alimentare molta graduale, flessibile e soprattutto individuale come può essere la dieta GIFT… inizierei con una sorte di rieducazione alimentare e di stile di vita, iniziando dalla colazione inizierei a farti mangiare della  frutta (mela pera banana) con del latte vegetale ( evita il latte di mucca ed i suoi derivati magari li ruoti 2 volte a settimana)……con delle gallette integrali ed un po’ di affettato ( la frutta secca potrebbe dare un po’ di fastidio allo stomaco); per le 2 calcolosi che sono in 2 organi diversi la natura del calcolo può essere diversa  ad esempio ossalati di calcio nei reni e urati nella colecisti,  l’unico consiglio che posso darti è di bere moltissima acqua povera di minerali,  poi io nella calcolosi pratico il trattamento con l’aghetto. Per il colon irritabile ruota i latticini 2 volte a settimana ( mai il latte vaccino che ha una concentrazione alta di lattosio non lo dare in quanto potresti avere anche una disfunzione della lattasi), meglio assumere  i legumi passati e decorticati ( alcune verdure potrebbero peggiorare la tua situazione del colon tipo broccoli cavolfiori lattuga) evita per il momento di assumere  cibi troppo speziati, il peperoncino e tutti i cibi aciduli (agrumi, kiwi , pomodoro), inoltre eviterei il caffè il thè, la cioccolata, la menta, aglio e cipolla in abbondanza. Bene assumere dei probiotici e dei prebiotici. Sicuramente hai un livello di infiammazione alto (endometriosi, e gastrite e colon irritabile) e quindi consigliato sarebbe il recaller test per le intolleranze, ma devi abbassare ovviamente i livelli di insulina quindi raggiungere la calma insulinica: ovvero devi assumere cibi integrali, niente zucchero e dolcificanti e fare  attività fisica. Per l’ipercolesterolemia familiare hai già la dislipidemia? Io farei un diario alimentare di una settimana e vedere quali sono i cibi che mangi più spesso e una volta individuati farei luna rotazione per far riposare l’organismo da un eventuale sovraesposizione. Ti consiglio di utilizzare un alcalinizzante per ristabilire l’equilibrio acido base perché l’inizio di molte patologie è proprio in un ph tissutale sballato( ad esempio controllare il ph urinario). Spero che non mi sia sfuggito qualcosa.

ciao

Buongiorno Dottore, sono una ragazza di 27 anni e mi chiamo Monica… scrivo perché vorrei dimagrire sono alta 1.65 e peso 63 kg, studio quindi faccio una vita abbastanza sedentaria. Ultimamente mi sono iscritta in palestra e tra i corsi che ho scelto di seguire c’è quello basato sull’utilizzo del trampolino. Cosa ne pensa? Cosa potrei fare oltre a questo dal punto di vista alimentare visto che ho iniziato a mangiare secondo le linee GIFT? Grazie

Monica grazie per aver posto la tua domanda.

Innanzi tutto complimenti per aver scelto dietaGIFT, come lei sa è fra i regimi dietetici (o direi meglio stili di vita) più completi e salutari che esistano.

Sta perciò già facendo molto per la sua linea e spero stia seguendo i principi di dietaGift iniziando dall’importantissima colazione la quale fa da stimolo per il metabolismo e conferisce senso di sazietà ed energia per l’intera giornata.

Mi raccomando consumi gli alimenti integrali che apportano fibra e contribuiscono a tenere sotto controllo i picchi insulinici; non dimentichi che ogni pasto deve contenere le tre fonti ovvero carboidrati, proteine e verdure e non trascuri l’idratazione.

Per quanto riguarda l’attività fisica da lei scelta le posso dire che se le piace ha scelto bene; infatti il trampolino elastico nella sua rivisitazione moderna, è una valida alternativa ai classici corsi che si svolgono in palestra.

E’ innanzitutto divertente e si può praticare a qualsiasi livello di preparazione fisica nonché anche in ambiente domestico; si ha una elevata partecipazione muscolare a livello dell’intero corpo, un innalzamento della capacità respiratoria e dell’eliminazione delle tossine, migliora la circolazione e stimola il metabolismo.

L’attività fisica è essenziale per il dimagrimento, non la trascuri mai ed inizi questo percorso con entusiasmo e consapevolezza dei reali benefici che trarrà con il passare dei giorni.

Responsabile Studio Nutrilab

Dott. F. Garritano

Buongiorno Dottore, scrivo per il mio eterno conflitto con il latte! Sono Serena una ragazza di 25 anni che quasi da sempre ha un problemino nei confronti del latte… io lo adoro e mi piacerebbe poterlo bere più spesso, ma capita che il latte mi dia un po’ fastidio a volte questo si manifesta con delle colichette altre volte con un semplice, quanto irritante, gonfiore addominale! Come posso capire se si tratta di intolleranza al lattosio? Ci sono dei test sicuri e precisi per scoprire l’intolleranza al lattosio e cosa fare in caso? Grazie

Cara Serena grazie per la sua domanda.

Questa domanda mi permette di introdurre un tema sempre più attuale e cioè quello dei test per le intolleranze.

Innanzi tutto indagherei più profondamente sulla sua alimentazione per capire bene se questo gonfiore è provocato solo dal fatto che beve latte (credo intenda “vaccino”) o ci possono essere altri fattori; il primo passo verso la comprensione del problema è quello di effettuare un Breath Test ovvero un semplice test per individuare unaintolleranza al lattosio.

Intolleranza al lattosio: il test del respiro per avere conferma.

L’intolleranza al lattosio è molto diffusa, si tratta di una forma molto comune di deficit di lattasi, enzima necessario per il metabolismo del latte e dei suoi derivati, che crea fastidi nel 50% circa della popolazione a livello mondiale.

Questo test, di semplice esecuzione,  valuta la presenza di idrogeno nell’espirato prima e dopo la somministrazione di un certa quantità di lattosio; le spiego, in condizioni di normalità, a livello intestinale viene prodotto un quantitativo minimo di H2, se i livelli di quest’ultimo  dopo l’assunzione di lattosio aumentano nell’espirato ecco che viene dimostrato un malassorbimento il quale può essere di varia entità.

Se vi è una intolleranza al lattosio quali alternative scegliere?

Per fortuna oggi esistono valide alternative al latte vaccino e questo discorso vale un po’ per tutti visto che la varietà dell’alimentazione sta alla base di un corretto stile di vita.

A tal proposito posso suggerirle di assaggiare il latte di Riso (uno fra i più tollerati in assoluto), il latte di Soia ma anche i particolari latti di Kamut e Avena i quali possono completare una prima colazione (mi raccomando) da Re! Le inserisco qui un articolo che potrà consultare per gestire al meglio la sua colazione.

Responsabile Studio Nutrilab

Dott. Francesco Garritano

Salve sono una ragazza di 35 anni mi chiamo Gabriella e seguo sempre il vostro sito, vi faccio i miei complimenti. Io non faccio un’alimentazione molto scorretta (o almeno credo)… però da un po’ di mesi a questa parte avverto sempre una sensazione che credo sia reflusso. Mi controllo spesso ed ultimamente ho fatto le analisi e sono risultati gli eosinofili un pochino alti. Gli altri valori vanno bene, per quanto riguarda l’alimentazione a volte, anzi spesso, avverto un po’ di gonfiore… cosa mi consiglia?

Cara Gabriella grazie per seguirci sempre e soprattutto per aver scritto una interessantissima domanda.

Allora innanzi tutto bisogna appurare di cosa parliamo, se si tratta veramente di reflusso gastro esofageo o se invece alla base c’è qualche altro fastidio o disturbo.

Come capire se si tratta veramente di reflusso gastro esofageo? Quale test effettuare?

Esiste finalmente un test chiamato Pep Test che è in grado di confermare o meno il sospetto di reflusso gastro esofageo; questo semplice ma efficace test non è assolutamente invasivo ed è basato sull’analisi della saliva/espettorato che il paziente deve raccogliere in precisi momenti della giornata in base alla tipologia di reflusso.

Una volta appurato il disturbo di reflusso gastro esofageo allora si potrà iniziare ad agire con una alimentazione appropriata che preveda comunque il metodo dietaGIFT e che punti al riequilibrio dell’intero organismo.

Gli eosinofili un po’ alti, come lei dice, potrebbero significare varie cose; non ci dice i valori ma potrebbe esser ricollegato anche ad una allergia alimentari.

Per valutare anche questa possibilità potrebbe effettuare un apposito Test tramite il quale si ricercano e si dosano le IgE specifiche nei confronti degli allergeni sospettati  mentre per il gonfiore si potrebbe trattare di una infiammazione da cibo da verificare con un Recaller una volta appurato questo punto si passerà ad una dieta di rotazione per ridurre l’infiammazione.

In aggiunta potrebbero essere prescritti degli integratori che sono d’aiuto in base al disturbo che lei presenta.

Mi raccomando non trascuri la masticazione e l’idratazione che sono due elementi importantissimi per una corretta alimentazione.

Responsabile Studio Nutrilab

Dott. F. Garritano

Dottore salve sono una ragazza di 30 anni mi chiamo Rossella e seguo sempre il suo sito. Cerco di mangiare bene e fare attività fisica tuttavia ho poca fantasia nella scelta degli alimenti e finisco sempre per mangiare le stesse cose; in particolare so che ad ogni pasto si devono abbinare carboidrati proteine e verdure ma a parte il pane e la pasta, che alterno con le gallette non vario di molto pranzo e cena. Per quanto riguarda la colazione invece alterno noci e mandorle ad un po’ di affettato per quanto riguarda la fonte proteica mentre, bevo latte di soia o vaccino e come carboidrati mangio le fette biscottate. Si accettano consigli! Grazie

Gentile Rossella grazie per seguire il sito dello Studio Nutrilab.

Apprezzo il suo desiderio di mangiare in maniera sana e la sua voglia di fare attività fisica in quanto quest’ultima è davvero un grande aiuto nel raggiungimento della forma fisica desiderata.

Iniziamo con ordine e vediamo un po con cosa potrebbe variare i suoi pasti.

Variare i pasti.

Partiamo dalla colazione, pasto fondamentale per dare lo sprint al metabolismo; inizi con un frutto e alterni latte vaccino, di soia, di riso, di avena ma anche di kamut in base alle preferenze, la fonte proteica potrebbe invece essere variata con il consumo di uova mentre per quanto riguarda i carboidrati fette biscottate integrali, cereali integrali, gallette integrali tutto rigorosamente senza zucchero aggiunto, potrebbero rappresentare delle valide alternative.

Arriviamo dunque a pranzo senza troppa fame (con una colazione da Re si arriva benissimo all’ora di pranzo senza avere una fame da lupi); volendo potrebbe alternare alla pasta ad esempio delle patate bollite oppure dei legumi ma anche alternare delle gallette integrali al solito pane; un secondo a base di pesce o carne con un bel contorno di verdure o insalata completerà il pranzo.

Responsabile Studio Nutrilab

Dott. F. Garritano

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