No FODMAPs per l’intestino irritabile, ennesima bufala?

Francesco Garritano
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Sindrome dell’intestino irritabile e FODMAPs

 

Intestino irritabile: dieta bassa in FODMAPs per curarla?

Gastroenterologia e medicina di segnale: due pareri opposti per la cura della sindrome dell’intestino irritabile.

La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è una patologia intestinale cronica, che colpisce una buona parte della popolazione, caratterizzata da dolore e/o da fastidio addominale che si uniscono ad alterazioni dell’alvo, che possono essere rappresentate da episodi di diarrea o stitichezza o di un’alternanza di entrambe; il tutto quando non vi sono altre alterazioni strutturali a livello dell’intestino.

La cura dell’IBS è oggigiorno basata su un approccio dietetico e un corretto stile di vita, mirati ad eliminare o almeno ridurne i sintomi.

Dal punto di vista nutrizionale, quello che i gastroenterologi fanno spesso con i pazienti affetti dalla sindrome dell’intestino irritabile è intervenire con una dieta bassa in FODMAPs.

Cosa sono i FODMAPs?

I FODMAPs (Fermentabili, Oligo-,Di-,Mono-saccaridi e Polioli, dalla traduzione inglese) sono la famiglia di zuccheri a catena corta fermentescibili.

Questi zuccheri vengono infatti fermentati dai batteri intestinali determinando, nei soggetti affetti da IBS, la produzione di gas, come idrogeno e metano, con conseguente distensione del lume ed aumento della peristalsi dell’intestino tenue distale e del colon prossimale.

I FODMAPs, in particolare, sono oligosaccaridi quali fruttosio, lattosio, fruttani, galattani, polioli, galatto-oligosaccaridi e altri.

Una dieta bassa in FODMAPs va quindi a ridurre l’apporto soprattutto di alcuni tipi di frutta e verdura, ricchi di questi elementi.

Sono tanti i tipi di frutta che contengono elevate quantità di fruttosio, mentre contengono fruttani, frumento, segale, e tanti tipi di verdure. Il lattosio lo ritroviamo invece principalmente in latte e derivati, soprattutto nei formaggi freschi; i galattani sono presenti nei legumi e i polioli sono rappresentati da tutti quegli edulcoranti sostituti dello zucchero, quali sorbitolo, mannitolo, xylitolo, oltre a essere presenti nei frutti con nocciolo e nei funghi.

Eliminare i FODMAPs significa privare la persona di tutte le principali fonti di fibra alimentare. E chiaro che i risultati si ottengono!

Privare l’intestino della fibra significa eliminare i sintomi di IBS perché viene meno la funzione peristaltica: troppo semplice! Ancora una volta siamo di fronte a un caso di medicina soppressiva, che sopprime i sintomi anziché curarli veramente. O meglio, la “cura” viene applicata a valle del problema (eliminazione dei sintomi) e non trovando e risolvendone la causa scatenante a monte.

Gastroenterologi vs medici di segnale

Trattare, come fanno i gastroenterologi, il colon irritabile con la dieta bassa in FODMAPs prevede un protocollo da seguire con più fasi.

Nella prima fase, si eliminano totalmente e simultaneamente i cibi ricchi di FODMAPs secondo un protocollo dietetico di esclusione da fare per circa 6 settimane.

A questa segue una fase di reintroduzione (challenge test) da applicare in modo graduale. La reintroduzione si baserà su un gruppo alimentare per volta, per meglio evidenziare l’effetto del singolo alimento sul paziente.

La persona in queste fasi deve compilare una sorta di diario alimentare, in cui prenderà nota di ciò che mangia, della frequenza di assunzione, dei sintomi che si manifestano e dell’alvo, il tutto per riuscire ad identificare gli alimenti o i gruppi alimentari che la persona tollera e quelli che invece sono responsabili dell’insorgenza della sintomatologia dell’IBS.

La medicina di segnale non condivide questo tipo di trattamento perché privare la persona della fibra, nutriente essenziale per la salute intestinale e principale nutrimento per il nostro microbiota, vero e proprio organo che controlla e regola il nostro benessere psico-fisico, è una soluzione pressoché sempliciotta e non veramente risolutiva del problema dell’intestino irritabile.

La frutta, la verdura e i legumi sono alimenti buoni e sani che apportano numerosi benefici alla salute umana e non meritano di essere posti sul banco degli imputati così gratuitamente.

 

Dott. Francesco Garritano

Responsabile dello Studio Nutrilab

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