La doppia via dello stress: perché in alcuni individui causa aumento dell’appetito e in altri diminuzione?

 

 

La vita moderna ci sottopone a continui stress sia fisici che psichici. In alcuni individui lo stress causa aumento dell’appetito mentre in altri diminuzione. Vediamo perché.

Nel paleolitico la reazione di stress serviva ad affrontare situazioni di pericolo e quindi di emergenza, infatti in quel periodo gli uomini dovevano ingegnarsi ogni giorno per procurarsi del cibo e per non essere loro stessi il cibo. In questo caso lo stress serviva a dare lo sprint necessario a catturare la preda o per evitare di esserlo.

L’esempio del paleolitico ovviamente non rispecchia l’età moderna in cui viviamo. Nel mondo moderno lo stress è il primo meccanismo di difesa che l’organismo mette in atto nei confronti di sollecitazioni sia interne come fame, sete e paura, sia esterne come caldo, freddo e infezioni che ne perturbano l’equilibrio funzionale. Questo determina delle modificazioni sia dal punto di vista fisiologico che comportamentale necessarie per poter superare la situazione di pericolo.

Il padre del concetto di stress che noi oggi conosciamo è Hans Selye. Questo studioso dimostrò che la reazione di stress non dipende dalla natura dello stimolo, qualunque esso sia ovvero fisico, psichico o infettivo.L’asse nervoso è il sistema ortosimpatico-midollare del surrene in cui il CRH (ormone di rilascio della corticotropina) attiva il sistema nervoso simpatico il quale determina il rilascio da parte della midollare del surrene di adrenalina e noradrenalina. Questa è una risposta rapida e breve. L’asse endocrino è invece l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Ad attivare l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene è il CRH secreto dall’ipotalamo come risposta ad uno stimolo nocivo; il CRH va poi ad agire sull’adenoipofisi la quale produce ACTH (ormone adrenocorticotropo) che va ad agire sulla corticale del surrene stimolando la produzione di cortisolo. Il cortisolo in eccesso è in grado di inibire la produzione di CRH ipotalamico; ciò vuol dire che se in circolo vi sono elevate concentrazioni di cortisolo, l’eccesso di cortisolo fa sì che l’ipotalamo non produca più CRH per cui tutto l’asse viene inibito. Questa è una reazione lenta e duratura.

La sindrome di stress, che da Selye è stata anche definita Sindrome Generale d’Adattamento è costituita da tre fasi: la reazione di allarme in cui adrenalina e noradrenalina attivano la reazione di difesa e si ha quindi un aumento dello stato di allerta; la fase di resistenza in cui l’aumento del cortisolo permette di resistere allo stimolo che ha determinato la condizione di stress, e la fase di esaurimento in cui i meccanismi difensivi per resistere allo stress falliscono e l’organismo perde la capacità di autoregolarsi. La perdita della capacità di autoregolazione dell’organismo predispone allo sviluppo di diverse malattie.

Detto ciò vediamo perché in alcuni individui lo stress causa aumento dell’appetito e in altri diminuzione dell’appetito.

La reazione di stress è in grado di aumentare l’appetito ma anche di diminuirlo. Questo può essere spiegato dal fatto che nella fase acuta di stress il CRH attiva il sistema nervoso simpatico, con rilascio di adrenalina e noradrenalina, incrementando di conseguenza il consumo energetico e la vigilanza. In questa fase l’appetito negli individui diminuisce. Nella fase di stress prolungato, invece, o anche nella fase post-stress, l’aumento del cortisolo va ad inibire il CRH favorendo il recupero energetico e l’aumento dell’appetito.

Adrenalina, noradrenalina e cortisolo sono ormoni iperglicemizzanti in quanto determinano il rilascio di zuccheri all’interno dell’organismo. Questi zuccheri nel paleolitico erano necessari per sostenere l’azione motoria, oggi invece, poiché lo stress, come ho già detto, non è causato da situazioni di pericolo, ma piuttosto dall’eccessivo lavoro, dalla sedentarietà, dal ridotto riposo ecc questi zuccheri in eccesso nel sangue determinano il rilascio di insulina che favorisce l’aumento di peso e l’insulina-resistenza.

Il “farmaco” più efficace per ridurre i livelli di stress è l’attività fisica. L’attività fisica regolare e costante è in grado di ridurre in maniera significativa i livelli di cortisolo nell’organismo portando ad una diminuzione dei sintomi dello stress. Durante l’attività fisica è evidenziabile un aumento fisiologico del cortisolo nel sangue, che ritorna nella norma subito dopo l’allenamento.

Non vi è dubbio che per ridurre i livelli di stress è necessario, ogni tanto, “staccare la spina”, allontanarsi dal lavoro e concedersi un po’ di tempo per sè stessi, concentrandosi sul proprio benessere sia fisico che psichico.

Dott. Francesco Garritano

Responsabile dello Studio Nutrilab

autore4

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scopri di più

Contattaci!

Commenti da Facebook

commenti

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Iscriviti per rimanere sempre aggiornato/a

Nome e cognome

Email