Lo iodio deve essere completamente eliminato in caso di tiroidite di Hashimoto?

 

Pareri discordanti sull’utilizzo dello iodio in caso di tiroidite

Iodio si, iodio no? Sono diversi i pareri sull’argomento quando si parla di tiroidite di Hashimoto. Per capire bene quanto utilizzarne in caso di malattie autoimmuni ho effettuato delle ricerche, ecco i risultati.

Lo iodio, elemento indispensabile per la tiroide

Le discussioni sono sempre accese sull’argomento poiché fondamentalmente lo iodio è un elemento di cui la tiroide non può fare a meno per funzionare correttamente; se ci pensiamo bene, gli ormoni tiroidei sono definiti T3 e T4 appunto perché contengono rispettivamente 3 e 4 atomi di iodio all’interno della molecola. Eliminare completamente lo iodio dalla dieta di un soggetto potrebbe compromettere il funzionamento dell’asse tiroideo e condurre ad un grave ipotiroidismo. L’altra faccia della medaglia, invece, sostiene che lo iodio dovrebbe essere eliminato in quanto provoca maggiore predisposizione all’autoimmunità. Chi avrà ragione? Esistono degli studi scientifici recenti che mostrano la soluzione al problema posto sopra, spiegando che, come sempre, sono gli eccessi a far male, non le assunzioni adeguate.

La verità nei nuovi studi.

Se nel 1992 il ricercatore Foley TP Jr aveva scoperto che l’aggiunta di iodio alla dieta o la somministrazione di farmaci contenenti iodio aumentasse la frequenza di tiroidite autoimmune e la gravità della stessa esistente, nel 2011 siamo arrivati e definire meglio le concentrazioni di iodio in grado di sviluppare questa patologia, grazie ad uno studio pubblicato sull’European Journal of Endocrinology.

Il meccanismo spiegato da Foley, poi ripreso da altri studi menzionati sotto l’articolo, è stato spiegato dalla necrosi epiteliale e dall’infiammazione associata all’accumulo di lipofuscina, una sostanza costituita dai residui dell’ossidazione principalmente di lipidi e proteine, ma anche di carboidrati e minerali, non degradabile dai lisosomi, che si depositano in un tessuto e provocano danneggiamento dello stesso. Il danno epiteliale, quindi, innescherebbe risposte infiammatorie ed autoimmunitarie. Inoltre, la iodinazione eccessiva della Tireoglobulina, proteina che lega lo iodio per la formazione dei precursori degli ormoni tiroidei ed attaccata dagli autoanticorpi in caso di tiroidite, provocherebbe un aumento della sua immunogenicità, poiché cambia la conformazione della molecola, in modo tale che alcuni epitopi naturali siano persi, rigenerandone nuovi e facilmente riconoscibili dagli autoanticorpi, conducendo così a malattie autoimmuni.

Inoltre, uno studio di Vitale del 2000, indica che l’ioduro molecolare in eccesso, induce l’apoptosi nelle cellule tiroide attraverso un meccanismo che comporta la generazione di radicali liberi. Questo tipo di apoptosi è p53 indipendente, non richiede sintesi proteica e non è indotto dalla modulazione della espressione di proteine ​​Bcl-2, Bcl-XL o Bax, ovvero di proteine pro-apoptotiche.

Ma quanto iodio è necessario affinchè possa scatenarsi una tiroidite autoimmune? È proprio questo concetto che riesce a far chiarezza. Il ricercatore Teng ed i suoi collaboratori hanno effettuato uno studio sulla popolazione ormai abituata ad utilizzare sale iodato, come profilassi delle malattie tiroidee, esposte a livelli di assunzione di iodio superiori a 200-300 μg/die ed anche maggiori; in questo caso, è alta la probabilità che si verifichi tiroidite autoimmune, mentre nei soggetti che assumono regolari quantità di iodio giornaliero non si manifestano problemi di autoimmunità.

Livelli di assunzione giornaliera di iodio.

Quanto iodio assumere al giorno per non incorrere in patologie come la tiroidite autoimmune? L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un apporto giornaliero di iodio pari a 150 μg al giorno, per i bambini fino a 6 anni questo fabbisogno scende a 90 μg al giorno ed a 120 μg/giorno per i bambini in età scolare (7-12 anni), mentre aumenta per le donne in gravidanza ed in allattamento, che necessitano rispettivamente di 220 e 290 μg al giorno di iodio.

Dopo aver letto l’articolo ovviamente si deduce che in un soggetto affetto da tiroidite di Hashimoto non è consigliabile il sale iodato, ma basta un sale come quello marino integrale, contenente una piccola quantità di iodio, senza eliminare, invece, gli alimenti contenenti iodio, che piuttosto saranno in grado di aiutare il funzionamento della ghiandola tiroidea. Le concentrazioni più elevate si hanno nei crostacei con oltre 300 μg per 100 g, nel pesce di mare con una media di 80 μg per 100 g di peso fresco, mentre concentrazioni molto più basse si hanno nelle uova (8 μg per 100 g), la carne ed il latte (5 μg per 100 g), i cereali (6 μg per 100 g), i legumi ed i vegetali (3 μg per 100 g) e la frutta (2 μg per 100 g), anche se all’interno di ciascuna categoria possono esserci delle variazioni.

Una corretta alimentazione antinfiammatoria e antiossidante, insieme all’assunzione di alimenti contenenti iodio, possono essere tranquillamente utilizzati in caso di tiroidite di Hashimoto, se si presta attenzione all’assunzione giornaliera del minerale.

Riferimenti bibliografici:

  • Foley TP Jr. The relationship between autoimmune thyroid disease and iodine intake: a review. Endokrynol Pol. 1992;43 Suppl 1:53-69.
  • Rasooly L et al. Iodine is essential for human T cell recognition of human thyroglobulin. Autoimmunity. 1998;27(4):213-9.
  • Saboori AM et al. Iodination of human thyroglobulin (Tg) alters its immunoreactivity. I. Iodination alters multiple epitopes of human Tg. Clin Exp Immunol. 1998 Aug;113(2):297-302.
  • Vitale M. et al. Iodide excess induces apoptosis in thyroid cells through a p53-independent mechanism involving oxidative stress. Endocrinology. 2000 Feb;141(2):598-605.
  • Teng X et al. More than adequate iodine intake may increase subclinical hypothyroidism and autoimmune thyroiditis: a cross-sectional study based on two Chinese communities with different iodine intake levels. Eur J Endocrinol. 2011 Jun;164(6):943-50.

 

Dott. Francesco Garritano

Responsabile dello Studio Nutrilab

 

 

 

 

 

 

 

 

Scopri di più

Contattaci!

 

Commenti da Facebook

commenti

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Iscriviti per rimanere sempre aggiornato/a

Nome e cognome

Email