Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali

Con il termine Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) si indicano delle condizioni caratterizzate da un processo infiammatorio cronico che colpisce una o più sezioni dell’intestino. Note anche con il termine anglosassone Inflammatory Bowel Disease (IBD), sono rappresentate principalmente dal Morbo di Crohn (MC) e dalla Rettocolite Ulcerosa (RCU). Le MICI sono malattie infiammatorie idiopatiche intestinali. Per spiegarne l’origine sono state avanzate diverse ipotesi. Uno dei fattori più importanti sembra essere una esagerata e sostenuta risposta immunitaria verso i normali componenti della microflora intestinale residente, in individui geneticamente predisposti. Non meno importanti sono le influenze ambientali (geografia, fumo di sigaretta, igiene), microbi infettivi, fattori psicosociali (ansia, situazioni di stress), che contribuiscono al processo infiammatorio della mucosa intestinale. Le ricerche hanno riscontrato un certo grado di familiarità, cioè la tendenza ad un maggior rischio nei parenti delle persone affette, tuttavia le MICI non sono malattie ereditarie. Possono esordire con dolore addominale, stimolo frequente all’evacuazione, diarrea con presenza di sangue e muco nelle feci e perdita di peso. Il decorso delle malattie infiammatorie croniche intestinali è altamente eterogeneo e imprevedibile, spesso si riscontrano molteplici gravi complicazioni che vanno dalla formazione di stenosi all’ostruzione intestinale o perforazione, formazione di fistole che richiedono un inevitabile intervento chirurgico. Nei soggetti colpiti da queste patologie si verificano spesso carenze nutrizionali, malnutrizione calorico-proteica ed un ritardo di crescita negli adolescenti, in particolare nella malattia di Crohn. Generalmente queste complicanze sono state attribuite ad un ridotto apporto di nutrienti con la dieta, malassorbimento e protido-dispersione intestinale. La diagnosi si basa su un insieme di evidenze cliniche, di laboratorio, radiologiche, endoscopiche ed istologiche. Tuttavia, quando gli strumenti diagnostici disponibili non consentono di stabilire una precisa diagnosi di MC o RCU, a causa di aspetti anatomo-patologici comuni ad entrambe, si parla di Colite Indeterminata (CI). D’altra parte, la malattia di Crohn e la Rettocolite Ulcerosa restano sindromi distinte, caratterizzate da modalità di distribuzione dell’infiammazione, prognosi e approcci terapeutici almeno in parte diversi. La RCU e il MC colpiscono soprattutto i giovani adulti, ma negli ultimi anni si è osservato un aumento dell’incidenza anche in età pediatrica: si stima che il 20 % dei casi di MICI interessi bambini e adolescenti. La terapia medica è essenzialmente farmacologica ed è di tipo palliativo, ovvero ha lo scopo di attenuare i sintomi intestinali ed extra-intestinali prevenendo e curando le possibili complicanze. Principalmente utilizzati sono composti a base di cortisonici, mesalazina, salicilati, oltre che antibiotici ed immunosoppressori. Inoltre, l’intervento nutrizionale  rappresenta attualmente una importante terapia aggiuntiva per i pazienti con malattia infiammatoria intestinale. Il supporto nutrizionale può essere fornito sia per via enterale (sondino naso-gastrico o per bocca) che parenterale (endovenosa). Nei bambini affetti da MC, la nutrizione enterale viene considerata come terapia primaria per evitare gli effetti collaterali dei corticosteroidi sulla crescita. Inoltre, costituisce una terapia dietetica efficace nella correzione dei deficit nutrizionali che si manifestano nelle fasi acute e nel mantenimento dello stato nutrizionale soprattutto nei soggetti che non rispondono alle terapie convenzionali.

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