Myo-inositolo ed ormoni tiroidei: quale correlazione?

 

 

Il myo-inositolo è un secondo messaggero coinvolto nella sintesi degli ormoni tiroidei T3 e T4.

L’inositolo è uno zucchero semplice presente in natura sotto diverse forme definite isomeri, quello di interesse biologico è il myo-inositolo che può essere presente negli alimenti come fosfolipide o come fitato. Il fitato è un fattore antinutrizionale in quanto ha la capacità di complessare alcuni metalli come il calcio, il ferro e lo zinco impedendone l’assorbimento. L’inositolo è quindi contenuto in alimenti come ad esempio le noci, gli agrumi, i legumi, i cereali integrali e il fegato di vitello, ma è anche possibile una sintesi endogena a partire da glucosio 6-fosfato.

L’importanza dell’inositolo risiede nel fatto che, agendo come secondo messaggero, regola l’attività di diversi ormoni come l’insulina, l’ormone follicolo stimolante (FSH) e l’ormone stimolante la tiroide (TSH). Il legame del TSH al suo recettore sulla superficie della cellula tiroidea stimola la crescita cellulare e la differenziazione e la sintesi degli ormoni tiroidei T3 e T4. Il legame del TSH al suo recettore attiva 2 cascate post-recettoriali: una cascata coinvolge l’AMP ciclico e la proteina chinasi A con conseguente attivazione delle proteine citosoliche e nucleari; la seconda cascata coinvolge, invece, l’inositolo 3-fosfato/diacilglicerolo. Mentre l’AMP ciclico è coinvolto nella secrezione e differenziazione degli ormoni tiroidei T3 e T4, la cascata inositolo-dipendente regola la iodinazione della tireoglubulina ovvero permette l’incorporazione dello iodio nei residui tirosilici della tireoglobulina, un processo fondamentale per la sintesi degli ormoni tiroidei. In sintesi, il processo che porta alla formazione degli ormoni tiroidei è diviso in diverse fasi: inizialmente lo iodio, attraverso uno specifico trasportatore, entra all’interno della cellula tiroidea e viene ossidato a iodio libero; dopodiché lo iodio viene incorporato nei residui tirosilici della tireoglobulina con il conseguente accoppiamento delle iodotirosine all’interno della tireoglobulina. Affinché gli ormoni possano essere secreti la tireoglobulina viene, poi, allontanata, ad opera di specifici enzimi.

Il TSH è una glicoproteina sintetizzata e secreta dall’ipofisi che regola il rilascio di T3 e T4. Il T4 è un pro-ormone, non è attivo ma esprime l’attività funzionale della ghiandola; per essere utile deve essere convertito in T3, l’ormone biologicamente attivo. L’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo sono disturbi della tiroide che possono essere causati da un deficit di trasduzione del segnale del TSH. Le tiroiditi autoimmuni, invece, sono caratterizzate da elevati livelli di TSH e di autoanticorpi TgAb e TPOAb. In tali patologie, di cui la più comune è la tiroidite di Hashimoto, la ghiandola tiroidea diventa inattiva in quanto è coinvolta in un processo autoimmune mediato da cellule ed anticorpi.

Poiché, come abbiamo visto in precedenza, il myo-inositolo è coinvolto nella sintesi degli ormoni tiroidei, uno studio molto recente ha valutato se l’integrazione di myo-inositolo e di selenio possa essere utile nel trattamento della tiroidite autoimmune.

Hanno partecipato a questo studio 87 pazienti, in particolare 8 uomini e 7 donne. I criteri di inclusione sono stati i seguenti: età tra 19-65, livelli di TSH compresi tra 3 e 6 mIU/L, livelli di TPOAb e/o TgAb del siero elevati e livelli normali di tiroxina libera (fT4) e di triiodotironina libera (fT3). I pazienti hanno ricevuto in forma orale per 6 mesi compresse contenenti 600 mg di myo-inositolo e 83 µg di selenio sotto forma di L-selenometionina. Dopo il trattamento è stata evidenziata una riduzione significativa dei livelli di TSH, di TgAb e di TPOAb. I livelli fT3 e fT4 erano leggermente più alti alla fine del periodo di 6 mesi rispetto ai valori normali. Inoltre è stato riscontrato un miglioramento della qualità della vita.

Anche un altro studio ha esaminato gli effetti dell’integrazione di myo-inositolo e selenio sulla sintesi degli ormoni tiroidei. Anche in questo caso l’effetto benefico del myo-inositolo è da ricondursi al suo ruolo di secondo messaggero nella sintesi degli ormoni tiroidei. E’ stato visto che l’ipotiroidismo può essere causato da una riduzione del segnale del TSH inositolo-dipendente, perciò aumentando la quantità del secondo messaggero è possibile migliorare la sensibilità al TSH.

Visto il risultato degli studi, affinché il myo-inositolo possa svolgere al meglio la propria funzione è necessario prescrivere integratori che ne contengano almeno 600 mg. Gli integratori di myo-inositolo che prescrivo in studio ai pazienti che hanno carenza di questo composto sono l’inofolic e l’inofolic combi in cui la concentrazione di myo-inositolo è molto elevata.

 

BIBLIOGRAFIA

Maurizio Nordio  and Sabrina Basciani. Treatment with Myo-Inositol and Selenium Ensures Euthyroidism in Patients with Autoimmune Thyroiditis. Int J Endocrinol. 2017; 2017: 2549491. Published online 2017 Feb 15. doi:  10.1155/2017/2549491.

Maurizio Nordio and Raffaella Pajalich. Combined Treatment with Myo-Inositol and Selenium Ensures Euthyroidism in Subclinical Hypothyroidism Patients with Autoimmune Thyroiditis. J Thyroid Res. 2013; 2013: 424163. Published online 2013 Oct 2. doi:  10.1155/2013/424163

 

Dott. Francesco Garritano

Responsabile dello Studio Nutrilab

 

 

 

 

 

 

 

 

Scopri di più

Contattaci!

Commenti da Facebook

commenti

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Iscriviti per rimanere sempre aggiornato/a

Nome e cognome

Email