Non solo l’uomo, anche le ghiandole surrenali rischiano di “stancarsi”

 

L’adrenal fatigue come conseguenza dello stress cronico

Se abbiamo una costante difficoltà ad alzarci al mattino nonostante un adeguato numero di ore di sonno, stanchezza continua, temperatura corporea bassa, riduzione della libido, ridotta capacità di gestire lo stress, tendenza a tremare se siamo sotto pressione, nervosismo, irritabilità, cattiva digestione, ecc. forse l’unica causa risiede nelle ghiandole surrenali e si chiama “Adrenal Fatigue” o stanchezza surrenalica. Vediamo di cosa si tratta.

Ghiandole surrenali e risposta allo stress.

Ogni essere umano riesce a gestire lo stress grazie alle ghiandole surrenali, che oltre a svolgere questo compito sono deputate anche alla sintesi degli steroidi. Esistono due tipi di stress a seconda della durata: lo stress acuto, in risposta al quale le ghiandole surrenali liberano le catecolamine adrenalina e noradrelina, e lo stress cronico, in risposta al quale producono cortisolo. Questi meccanismi sono fisiologici, infatti, una quantità moderata di stress non ha effetti negativi; ma cosa succede se questi stimoli diventano continui?

Quando il nostro organismo subisce uno stress si attiva una risposta “fight or flight”, ovvero combatti o fuggi, in cui la liberazione di catecolamine permette l’aumento del battito cardiaco, della circolazione sanguigna, del respiro, della produzione ormonale, in modo da preparare il corpo a combattere lo stress. Se, però, questo stress persiste il corpo deve resistere, per cui libera cortisolo, che fornisce energia e accelera il metabolismo (azione catabolica ed antinfiammatoria), per affrontare una situazione di pericolo immediato, depauperando anche l’attività di difesa immunitaria. A questo punto, se lo stress viene sconfitto, quindi riesce ad essere gestito, si ritorna ad una situazione omeostatica, mentre se l’elemento stressogeno continua a stimolare, l’organismo non riesce più a gestirlo e si indebolisce, abbassando le difese immunitarie ed aumentando la predisposizione alle malattie, causando così affaticamento surrenalico, situazione in cui le ghiandole non riescono più a secernere una quantità ottimale di cortisolo.

Adrenal fatigue

Ma cosa succede alle ghiandole surrenali se lo stress perdura nel tempo? Il continuo stimolo provoca aumentata richiesta di cortisolo, che le ghiandole non riescono più a produrre, così vanno incontro dapprima ad ipertrofia, poi non riuscendo a soddisfare le richieste ad atrofia.

Sappiamo, inoltre, che il cortisolo viene sintetizzato a partire dal colesterolo, dal quale vengono prodotti anche gli altri ormoni steroidei; quindi, una maggiore richiesta di cortisolo, diminuisce la disponibilità di colesterolo per la sintesi di testosterone e progesterone, che saranno carenti e provocheranno alterazioni dell’asse della fertilità.

Le cause di questa stanchezza surrenalica possono essere diverse, sia fisiche che psicologiche, quali un lutto in famiglia, un divorzio, la perdita del lavoro, il non avere un supporto familiare, continue pressioni lavorative, l’ipotiroidismo subclinico o clinico, una mancanza di svago.

Dosaggi cortisolo

Come accorgersi se qualcosa non va? Il dosaggio del cortisolo è il metodo principale per verificare la presenza di stanchezza surrenalica, ma non su sangue; infatti, il dosaggio ematico di cortisolo indica non solo la quantità di cortisolo disponibile (non legato a proteine di trasporto), ma anche quello legato. Mentre sarebbe opportuno valutare il cortisolo salivare, in 4 diversi momenti della giornata che è in grado di valutare alterazioni nascoste dai dosaggi ematici.

Come risolvere il problema? L’alimentazione non è assolutamente da sottovalutare. Bisognerà attivare l’asse ipotalamico corrispondente, scegliendo un’alimentazione equilibrata, assumendo proteine, carboidrati e fibre ad ogni pasto, scegliendo solo cibi integrali e non raffinati, e praticando un’attività fisica costante che possa consentirci di scaricare lo stress e di eliminare dalla mente i pensieri negativi.

 

Dott. Francesco Garritano

Responsabile dello Studio Nutrilab

 

 

 

 

 

 

 

 

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