Pancia gonfia e dura? Gonfiore addominale: quali cause e come capirlo con il breath test al lattosio ed altri esami!

Pancia gonfia e dura… ecco il breath test al lattosio!

Gonfiore: pancia gonfia e dura e non sai da cosa dipende? Breath test al lattosio ed altri esami per scoprire il tuo gonfiore addominale e le cause che lo generano.

Per capire il tuo gonfiore addominale quali cause ha, inizia dal breath test al lattosio… spieghiamo i vari esami per capire quello più adatto al tuo gonfiore.

 

Ti senti gonfio e non sai da cosa dipende?

Soffri di flatulenza o meteorismo e stai cercando una valida soluzione?

Allora forse è arrivato il momento di provare un test che fa al caso tuo!

Gonfiore addominale e cause: se hai la pancia gonfia e dura ecco il breath test (lattosio e non solo)!

Alcuni conosciuti altri meno, oggi l’importanza di monitorare le possibili alterazioni del sistema gastroenterico attraverso dei test ambulatoriali risulta di grande utilità.

Tra i vari test che effettuiamo come studio di nutrizione a chi presenta problemi di gonfiore addominale, di sicuro uno dei più attuali è il famoso “Breath test” o “ Test del respiro”… facciamo un po’ di chiarezza sui vari tipi di Breath test e vediamo perché è importante eseguirli.

Il più conosciuto è senza dubbio il Breath test al lattosio; quando abbiamo un’intolleranza al lattosio vuol dire che esiste un deficit di lattasi ovvero quell’enzima necessario alla metabolizzazione del latte e dei suoi derivati. Il 40% della popolazione è affetta da questo tipo di intolleranza ma non sempre la persona si accorge di averla quando asintomatica.

Esistono due forme ed è importante distinguere quella congenita che si può manifestare sin dalla nascita, oppure, più tardivamente, nell’adulto, dalla forma acquisita la quale è secondaria ad altre patologie, quali salmonellosi, colera, enteriti acute, celiachia, morbo di Crohn, linfomi . In caso di carenza di lattasi, il lattosio giunge immodificato nel colon dove viene fermentato dalla flora batterica e scisso in ammoniaca, idrogeno e anidride carbonica. Come conseguenza di ciò avremo gonfiore, diarrea, dolori addominali di tipo crampiforme, flatulenza.  Da qui l’importanza di effettuare questo test.

Quando si formano gas una parte di questi viene riassorbita dalla mucosa del colon e trasportata dal sangue fino agli alveoli dei polmoni ed eliminata con la respirazione; per questo motivo è possibile, a partire dalla quantità di idrogeno presente nell’aria espirata dal paziente, diagnosticare l’intolleranza al lattosio.

Come si effettua il breath test al lattosio?

Si effettua somministrando una quantità nota di lattosio ed il test viene considerato positivo quando nell’aria espirata, dopo varie misurazioni a distanza di tempo si registra un picco di idrogeno superiore rispetto ai valori basali rilevati con un test iniziale ed in base all’ampiezza del picco l’intolleranza viene classificata in lieve, moderata e grave.

Lo so il breath test al lattosio è noto ormai a tutti adesso ma sono sicuro che in molti non conoscono invece il Breath test al lattulosio; cos’è?

Tale test è indicato per rilevare la presenza di alterazioni del sistema GI quali contaminazioni batteriche, malassorbimenti e varie alterazioni del transito intestinale che portano anch’esse ad episodi di flatulenza, meteorismo, crampi, diarrea tanto che spesso i pazienti lamentano pancia gonfia e dura.

Importante eseguire questo test perché si potrebbe sviluppare una sovra crescita batterica ed una alterazione del transito oro-cecale (ovvero della funzionalità del tubo gastroenterico).

Come il precedente, anche questo test è semplice e non invasivo;  campioni di aria espirata vengono raccolti, prima e dopo l’ingestione di lattulosio ovvero uno specifico zucchero sciolto in acqua ed ha la durata di circa 4 ore.

Ancora un altro test che è molto utile per la diagnosi di malassorbimento è il breath test al sorbitolo; si basa sul principio che in soggetti senza problemi di questo tipo, il sorbitolo una volta metabolizzato nell’intestino tenue, giunge in scarse quantità nel colon, viceversa in soggetti con problemi di malassorbimento, il sorbitolo giunge a livello del colon in elevate quantità e viene utilizzato dai batteri per produrre idrogeno.

Anche questo test è molto lungo, dura circa 4 ore e prevede che la persona assuma all’inizio del test, sorbitolo in quantità proporzionate al peso corporeo e che soffi ad intervalli regolari ogni 30 minuti all’interno del dispositivo.

Il re degli zuccheri semplici… il glucosio!

Esiste una misurazione che sfrutta anche questo substrato e serve per vedere se esiste contaminazione batterica intestinale. Come?

Normalmente l’intestino tenue non possiede una flora molto numerosa e quindi non fermenta gli zuccheri, a volte però nei casi ad esempio di diverticoli digiunali, malattie neoplastiche, infiammatorie, la flora batterica aumenta in numero tale da fermentare gli zuccheri della dieta a tali livelli, provocando nausea, borborigmi, meteorismo, dolori colico-addominali, perdita di peso, astenia, anemia, diarrea.

Anche in questo caso si sfrutta la fermentazione a carico di uno zucchero che in questo caso risulta essere il glucosio e si ha quindi produzione di idrogeno misurabile con lo strumento apposito.

Per ultimo, non certo d’importanza, abbiamo il breath test al fruttosio, che ha come funzionamento sempre la produzione di idrogeno misurata con l’apposito strumento rilevatore del respiro.

Il fruttosio quando non assorbito dall’intestino, sarà trasformato in idrogeno dai batteri presenti nel colon e quest’ultimo sarà presente poi nel respiro.

Tanti i mezzi che abbiamo oggi a disposizione per varie diagnosi, la pancia gonfia e dura ha i giorni contati… perché non approfittarne per sentirsi meglio?

A voi la scelta!

Dr. Francesco Garritano

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