PFAS in Veneto: allarme per la salute

Francesco Garritano
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PFAS in Veneto

 

PFAS: salute in pericolo in Veneto

L’inquinamento da PFAS in Veneto è un problema di salute pubblica molto importante: quali rischi per l’uomo?

La salute della persona è una priorità che tutti devono rispettare e pertanto non deve mai essere messa a rischio a fini di lucro o industriali.

È quello che sta accadendo in Veneto dove quello dell’inquinamento sta diventando un fardello troppo pesante che trascura la salute dei cittadini.

È l’inquinamento da PFAS, ossia le Sostanze PerFluoro Alchiliche che contaminano fiumi e acque potabili di una zona del Veneto in cui sono comprese le province di Vicenza, Verona e Pavia: sembra che le persone a rischio da contaminazione da queste sostanze siano circa 350-400 mila tutte esposte a inquinamento sia delle acque, che dell’aria e della polvere domestica.

Negli abitanti del Veneto queste sostanze sono state ritrovate anche nel sangue, durante un programma di monitoraggio biologico mirato proprio a valutare il grado di esposizione alle PFAS.

Cosa sono le PFAS?

Le PFAS sono un’ampia varietà di molecole, ognuna con una propria sigla in base alla struttura che hanno, basata soprattutto sul numero degli atomi di carbonio che contengono: maggiore è il numero di atomi di carbonio, più lunga sarà la molecola e più a lungo persisterà nell’ambiente.

Sono sostanze molto utilizzate in quanto possiedono caratteristiche particolari come la oleo e la idro-repellenza ossia la capacità di non assorbire acqua o grassi, il che li rende ideali per impermeabilizzare vestiti, contenitori e materiali vari.

Gli effetti sulla salute

I PFAS sono considerate sostanze cancerogene e interferenti endocrini: sono stati visti essere le cause di numerosi tumori, al rene, ai testicoli, alla prostata, alla mammella ma anche linfomi e leucemie.

Queste sostanze tuttavia hanno effetti anche su donne in gravidanza e neonati, in particolare sembrano provocare un incremento della pre-eclampsia (sindrome nota anche come gestosi) e del diabete gestazionale nelle donne in gravidanza, mentre per quanto riguarda i bambini, gli effetti sono quelli di ritardi nella crescita o nati con peso basso, piccoli fisicamente o con alcune malformazioni.

È stato visto poi che nelle zone più contaminate da PFAS è aumentata il tasso di mortalità per cardiopatie ischemiche, malattie cerebrovascolari, diabete mellito e Alzheimer con altrettanto elevati tassi di ipotiroidismo.

In queste zone ad alto rischio di contaminazione il problema è davvero importante e bisogna intervenire.

Serve innanzitutto un alto livello di protezione della popolazione e dell’ambiente, bloccando gli inquinatori e la distribuzione dell’acqua potabile, e non alzando i limiti ammessi di PFAS!!

I livelli di PFAS consentiti in Veneto nelle acque potabili sono stati infatti innalzati più volte, tanto da essere tra i più alti al mondo: un’agevolazione per gli inquinatori ma un ingente danno alla salute pubblica.

A questa inerzia delle istituzioni, tuttavia risponde la paura degli abitanti delle zone contaminate, fin troppo consapevoli dei rischi per la salute che si hanno per la presenza di PFAS nel sangue, che vanno dunque ascoltati e legittimati.

 

Dott. Francesco Garritano

Responsabile dello Studio Nutrilab

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