Quale relazione esiste tra anoressia nervosa e leptina?

Francesco Garritano
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anoressia nervosa e leptina

 

Anoressia nervosa e leptina: cause e conseguenze.

L’anoressia nervosa è un Disturbo del Comportamento Alimentare (DCA) che si manifesta con rifiuto del cibo associato ad un costante timore di ingrassare, anche in condizioni di sottopeso.

Capire se un paziente soffre di anoressia o meno non è sempre facile, in quanto in genere i soggetti colpiti sono adolescenti e i cambiamenti fisici di questa età possono trarre in inganno e mascherare l’esordio della malattia.

I sintomi che caratterizzano gli anoressici sono principalmente la paura di aumentare di peso pur essendo sottopeso, il disturbo nel modo di percepire le forme del proprio corpo, la perdita di peso di oltre il 15% rispetto al peso considerato normale e l’amenorrea, cioè l’assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi.

Anoressia nervosa.

Da cosa è causata questa patologia?

Sono ormai troppi i mezzi di comunicazione (tv, internet, riviste, pubblicità) che mostrano l’uomo perfetto come un individuo con un’ottima forma fisica, senza un filo di pancetta; perciò, la convinzione dei soggetti anoressici è che la magrezza sia un modo per ottenere un buono stato di salute fisica e psichica, oltre che un modo per essere accettati nella società. Secondo gli stessi questo obiettivo si può raggiungere tramite diete rigide, eccessivo esercizio fisico, uso improprio di diuretici o lassativi e vomito autoindotto.

Inoltre il soggetto anoressico, quando inizia a perdere peso accoglie i cosiddetti “rinforzi positivi”, cioè i complimenti che si ricevono in seguito ad una perdita di peso iniziale, che spronano il soggetto a dimagrire sempre più. Altri sintomi caratterizzanti l’anoressia nervosa sono il Food checking, cioè il controllo sistematico del cibo contando le calorie, pesando il cibo di continuo, tagliuzzandolo in piccoli pezzi, scolando l’olio, ed il “Body checking”, cioè l’ispezionare ed il misurare il proprio corpo davanti allo specchio. Per cui alla base dell’anoressia nervosa ci sono diversi fattori: di natura biologica, genetica, ambientale, sociale e psicologica.

Anoressia nervosa e leptina: sono collegate?

Assolutamente sì!

In seguito alla perdita di peso, la leptina (ormone prodotto dalle cellule del tessuto adiposo, che dà informazioni sulla quantità di energia presente nell’organismo sotto forma di grasso) non è più in grado di inviare segnali metabolici all’ipotalamo ed i nostri assi ormonali sembrano bloccarsi.

Normalmente i livelli di leptina variano nell’arco della giornata, in rapporto con l’alimentazione e il digiuno: è più bassa nel digiuno e aumenta nuovamente a breve distanza dal pasto; tale aumento postprandiale di leptina è uno dei fattori che contribuisce allo spegnimento del senso di fame e all’induzione della sazietà.

La leptina, inoltre, è in grado di regolare l’attività ormonale della tiroide, del surrene, della capacità riproduttiva e dello sviluppo di muscoli ed ossa, per cui se disponiamo di una buona quantità di tessuto adiposo gli assi ormonali sono attivati, altrimenti non funzionano correttamente.

Nel soggetto che soffre di anoressia, il tessuto adiposo è carente, per cui non si produce leptina in grado di attivare gli assi metabolici e di spegnere la fame, quindi l’organismo tende ad abbassare i consumi e l’individuo si ritrova una tiroide molto lenta che non produce calore (l’anoressico sente freddo anche in piena estate) ma immagazzina le scorte che riceve dal cibo sotto forma di ATP, è incapace di rispondere adeguatamente allo stress ed incorre nella depressione, l’asse della fertilità è inibito e provoca amenorrea, ha ossa fragili e muscoli insignificanti.

Dunque per stare bene con sé stessi non è necessario prendere come modelli stereotipi visti in TV, ma bisogna stare in salute e soprattutto far funzionare gli ormoni che ci permettono di vivere a lungo e correttamente; Einstein ci ha lasciato un buon consiglio: “Uno stomaco vuoto non è un buon consigliere politico.” Albert Einstein

Responsabile Studio Nutrilab

Dott. Francesco Garritano

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