Se la candida si nutre di zucchero qual è la giusta alimentazione per aiutare a sconfiggere questo fastidioso fungo?

Francesco Garritano
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candida e alimentazione

 

Candida: quale alimentazione è utile in caso si presenti quel fastidioso prurito intimo? Candida e zuccheri… quale relazione esiste?

Vi presento la candida!

La candida è un fungo normalmente presente nel nostro corpo in distretti come la bocca, l’intestino e la mucosa vaginale. È un organismo saprofita, cioè approfitta di alcune condizioni particolari, quali abitudini alimentari errate, stress psicologici, indebolimento delle difese immunitarie, disbiosi intestinale, per prendere il sopravvento nell’organismo ospite e diventare patogeno.

La candida si manifesta con sintomi generalizzati che possono riguardare: congiuntivite, mal di gola, formicolii, bruciori gastrici, stipsi, diarrea, colite, dolori addominali, muscolari e articolari, infezioni vescicali e renali.

La candida si nutre di zuccheri.

Questo fungo si nutre di zucchero, questo può spiegare la vera e propria sindrome da “carbohydrate craving”, cioè forte e anomalo desiderio di zuccheri, accompagnata da difficoltà di concentrazione, difficoltà di memoria e sbalzi d’umore: ecco perché, quando si soffre di candida, la prima cosa da fare è correggere l’alimentazione eliminando completamente gli zuccheri semplici responsabili dello stato infiammatorio dell’organismo e della proliferazione del patogeno.

Il consumo di fibre ha dimostrato la sua azione positiva sulla flora intestinale riducendo i ristagni e i fenomeni fermentativi causati dal fungo.

La candida, proprio a causa della sua capacità di abbassare le difese immunitarie, può portare irritazione locale, perdite e reazione sulle mucose, fino anche, nei casi più gravi, a una risposta infiammatoria allergica.

È frequente correlare alla candida alcuni disturbi psichici, il senso di stanchezza e disturbi intestinali di vario genere.

La condizione più frequente e conosciuta è la candidosi vaginale, che provoca perdite, bruciori, irritazioni, impossibilità ad avere rapporti sessuali e tutta una serie di sintomi correlati alla secchezza e alla sofferenza vulvare e vaginale. Non dobbiamo sottovalutare però anche quella maschile, dal momento che la candida fa parte della flora batterica intestinale sia dell’uomo che della donna con lo stesso meccanismo saprofita.

Nonostante le terapie effettuate, la candidosi può continuare a ripresentarsi sotto forma di recidive a causa della grossa riserva intestinale di candida che abbiamo nell’intestino.

L’ipotetico uso di un farmaco anti-candida può essere una soluzione solamente temporanea.

Il vero approccio terapeutico dovrebbe essere quello di individuare, correggere e curare le vere cause scatenanti la patologia.

 

Cause

La candida viene resa patogena da:

  • un’alimentazione errata, soprattutto se dominata da sostanze fermentate e zuccheri semplici;
  • stress fisici ed emotivi;
  • squilibri della flora intestinale;
  • dieta carente di vitamine;
  • uso/abuso di farmaci (es. antibiotici)
  • infiammazioni da cibo.

Candida e alimentazione: cosa preferire?

L’alimentazione scorretta e deficitaria di vitamine importanti per mantenere in buono stato la funzione immunitaria e l’attività dell’intestino, che tra l’altro sono strettamente correlati, rappresenta un punto cruciale da cui avviare la regressione del microrganismo.

Non dobbiamo sottovalutare che una candida, nel tempo, è in grado di provocare il malassorbimento di alcune sostanze nutritive, indebolendo ancora di più il corpo.

Candida e alimentazione sono legate.

Il principio di fondamento su cui si basa l’approccio terapeutico alimentare è la “calma insulinica”, quindi ridurre il livello di infiammazione da cibo abbinando, in tutti i pasti, la giusta quantità di proteine e carboidrati integrali, in modo da tenere sotto controllo la glicemia e quindi la secrezione insulinica.

La mattina si parte con una colazione da re, bilanciando tutti i nutrienti. Un esempio potrebbe essere quello di abbinare un tè verde, o un bicchiere di latte vegetale, a delle gallette integrali e della frutta secca per cominciare bene la giornata.

Un’altra cosa molto importante è la masticazione lenta: triturare bene il cibo ingerito impedisce che esso giunga non completamente digerito all’intestino, dove poi diventa substrato per la crescita di batteri patogeni.

Un’altra accortezza importante, che ognuno di noi dovrebbe avere sempre, è quella di fare un’alimentazione varia ricca di frutta e verdura di tutti i generi, riducendo il più possibile lieviti e sostanze fermentate.

Responsabile Studio Nutrilab

Dott. Francesco Garritano

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