Sindrome metabolica? Correlazione tra alimentazione iperglicemia. La glicazione cos’è?

Francesco Garritano
Commenti disabilitati su Sindrome metabolica? Correlazione tra alimentazione iperglicemia. La glicazione cos’è?

sindrome metabolica e alimentazione

L’Alimentazione moderna, l’iperglicemia e la Sindrome Metabolica

 

La giornata tipo dal punto di vista alimentare ha subito notevoli cambiamenti nel corso degli ultimi decenni: gli appuntamenti col cibo, oggi, sono numerosissimi (ivi inclusi aperitivi ed happy hour).

Iperglicemia perché?

Il frutto di questa mutata alimentazione è rappresentato sia dall’assunzione di cibo oltre quelli che sono i propri fabbisogni nutrizionali ed il proprio dispendio energetico sia dalla netta prevalenza, tra i macronutrienti, dei carboidrati in special modo degli zuccheri. Il  plus  di  calorie  da  farine  e  da  zuccheri  causa  un’iperglicemia costante  ed un’iperinsulinemia cronica.

L’insulina agisce come un vero e proprio ormone della crescita ma, a differenza di quest’ultimo, possiede un’azione liposintetica (per accumulare l’energia in eccesso stimola sia l’iperplasia sia l’ipertrofia adiposa).

L’ipernutrizione innesca l’infiammazione di basso grado, modifica il metabolismo lipidico e cambia il microbiota gastrointestinale creando una disbiosi: ognuno di questi fattori e’ strettamente correlato agli altri e tutti insieme concorrono all’insorgenza dell’insulino-resistenza.

 

L’iperinsulinemia cronica e l’insulino-resistenza causano una serie ragguardevole di alterazioni metaboliche che rappresentano le manifestazioni cliniche della Sindrome Metabolica.

L’iperinsulinemia cronica e l’insulino-resistenza causano:

  • dislipidemia (aumento delle LDL piccole e dense, ipertrigliceridemia e riduzione del colesterolo HDL – “TRIADE ATEROGENETICA”)
  • ipertensione arteriosa sistemica (l’insulina causa iperplasia ed ipertrofia delle cellule muscolari lisce della tunica media e stimola la ritenzione idro-salina renale)
  • iperglicemia
  • una stimolazione dell’infiammazione di basso grado (l’insulina stimola la sintesi degli eicosanoidi PG2 pro-infiammatori)
  • un aumento del trend trombotico ed ossidativo
  • obesità addominale
  • una stimolazione della

 

La glicazione cos’è?

La glicazione è una reazione non enzimatica che è in grado di alterare la struttura di proteine, di lipidi e del DNA attraverso il legame del glucosio (ma anche di altri monosaccaridi) con le proteine (specialmente quelle della matrice extracellulare), con i lipidi e con il DNA che porta alla formazione dei cosiddetti prodotti  di glicazione; i prodotti della glicazione possono essere iniziali (l’emoglobina glicosilata, la fruttosamina), intermedi (methylglyoxal, ad esempio) e finali (gli AGEs – Advanced Glycation End Products, circa una ventina diversi).

Oltre ai prodotti della glicazione legati a condizioni croniche di iperglicemia  vi  sono  quelli già presenti negli alimenti prima della cottura e quelli che si formano con la cottura degli alimenti.

 

Si distingue, pertanto, una glicazione esogena (che dipende dal tipo di alimento in uso e dalle modalità di cottura) ed una endogena (legata a condizioni di iperglicemia). Gli alimenti con minor quantità di prodotti della glicazione sono le uova, il pesce, i legumi, i formaggi magri, i cereali integrali, gli ortaggi, le verdure e la frutta mentre per ridurne la formazione durante la cottura si devono rispettare i seguenti canoni: minor durata possibile, minor temperatura possibile e preferenza per le cotture in acqua (al vapore, lesso).

I danni da eccessiva produzione di AGEs sono a carico di tutti i tessuti ed organi in quanto i prodotti finali della  glicazione  formano  legami  covalenti  con  le  proteine  della  matrice  extracellulare  o  della    tonaca avventizia (scatenando una vera e propria “caramellizzazione” del connettivo) e stimolano lo stress ossidativo e l’infiammazione legandosi ai propri recettori di membrana.

 

A quali danni ci riferiamo? Il deposito nell’occhio altera la membrana di Bruch e può causare cataratta e degenerazione maculare; nelle grosse arterie e nel cuore aumenta la rigidità delle pareti arteriose e del miocardico e può causare cardiopatia ischemica, ipertensione arteriosa, stroke, arteriopatie periferiche; il deposito negli eritrociti ne riduce la deformabilità causando anemia; il deposito a livello renale crea glomerulosclerosi e fibrosi interstiziale che causa insufficienza renale; il deposito a livello osseo ne aumenta la rigidità causando osteoporosi e fratture ed, infine, il deposito a livello muscolare ne aumenta la rigidità e ne riduce la viscoelasticità creando sarcopenia ed astenia fisica.

La glicazione, essendo una reazione non enzimatica, è dose-dipendente: più la dieta è ricca di prodotti della glicazione e/o iperglicidica maggiori saranno i danni. Una riduzione anche del 50% di tali prodotti è correlata a un ridotto stato ossidativo, ad un minor deterioramento della sensibilità insulinica e ad un allungamento della vita media.

Dott. Salvatore Di Meglio

 

Scopri di più

Contattaci!

Commenti da Facebook

commenti

Tags: articoli,

Iscriviti per rimanere sempre aggiornato/a

Nome e cognome

Email