Sono i cibi light a far dimagrire? (Seconda parte)

Francesco Garritano
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cibi light

Cibi “light”? No, grazie! – Seconda parte

Nel precedente articolo (che trovate qui) abbiamo iniziato a parlare del paradosso relativo alla sempre maggiore disponibilità di cibi “light” con parallelo aumento delle persone in sovrappeso e obese.

Vediamo di capire il perché.

Una carrellata di cibi light: fanno davvero dimagrire?

Iniziamo a considerare i prodotti “senza zuccheri aggiunti”. Inforcate gli occhiali o prendete una lente e leggete attentamente le etichette: troverete probabilmente “saccarina”, “aspartame”, “ciclamato” o “E952” al posto di “glucosio” o “sciroppo di glucosio”.

Che succede quando ingeriamo questi prodotti?

Al nostro cervello viene comunicato che stanno per arrivare scorte zuccherine, che però poi non arrivano. Quindi, la nostra “centralina metabolica” entra in allarme perché non ha ricevuto l’energia “promessa” e attiva i centri della fame…alla ricerca della caloria perduta!

Risultato?

Mangiate di più e ingrassate.

Cibi light.

Non è certo un caso se, negli USA, dal 1987 al 2000 il consumo di dolcificanti sia passato da 70 a 160 milioni di soggetti e nello stesso periodo la percentuale di obesi sia salita dal 15 al 30 per cento (fonte: Jama)! Passiamo ai cibi con meno grassi.

Se andiamo a leggere le etichette del latte, ci accorgiamo che preferendo al cosiddetto “latte intero” quello parzialmente scremato, “risparmiamo” solo 20 Kcal ogni 100ml, ossia circa 50kcal per una tazza. Un’inezia, insomma. Peccato che, durante il processo di scrematura, vada persa quasi la metà delle vitamine liposolubili.

Vale la pena?

Direi di no. Anche perché il prodotto scremato perde anche il suo potere saziante (dato dai grassi!). Risultato? Avrete più fame, mangerete i più e ingrasserete! E lo yogurt? quando è scremato, il più delle volte è zuccherato, oppure addizionato di dolcificanti artificiali per cui si torna al discorso fatto poche righe sopra. “Ma come? – direte voi – non c’è soluzione??”

La soluzione c’è, ma non è da cercarsi in alimenti variamente processati; piuttosto, in un consumo intelligente di cibo vero (non mi stancherò mai di ribadire questo punto) e davvero nutriente ossia il più possibile naturale, fresco, regionale e stagionale, sia per preparare i pasti quotidiani che quando ci prende la voglia di concederci uno “sgarro”!

Dott.ssa Tatiana Gaudimonte

 

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