Sui disturbi del comportamento i batteri intestinali… l’intestino come secondo cervello si può parlare di psicobatteri? Intestino e microbioma.

Disturbi del comportamento, intestino e microbioma

Sapevate che esiste un secondo cervello… e gli psicobatteri cosa sono? Agire sui disturbi del comportamento puntando sul microbioma, le nuove frontiere della scienza.

Se si potesse agire sui disturbi del comportamento attraverso il microbioma? Intestino e batteri intestinali… si può parlare di “psicobatteri”?

Non tutti sanno che il nostro intestino può essere definito un “secondo cervello” grazie ad una ampia rete neuronale autonoma che definisce una popolazione cellulare a se, un sistema che viene denominato microbioma.

Intestino e microbioma la chiave di tutto?

Il nostro intestino è un organo che possiede un’ampia superficie e che ospita trilioni di batteri; è un ecosistema formato da vari elementi quali flora batterica, cellule della mucosa, cellule neuroendocrine e sistema linfatico.

Sono numerosi gli studi scientifici che si sono soffermati sul ruolo dell’intestino riguardo problemi che non sembrano interessare l’apparato gastro-enterico in se; ultimamente siamo a conoscenza che modificazioni dell’habitat batterico intestinale potrebbero portare a normalizzare addirittura alcune alterazioni del comportamento tramite il nervo vago, via di connessione importantissima tra cervello ed intestino.

Ma come mettere in comunicazione la via cerebro-intestinale?

Cervello ed intestino condividono le componenti di quella infiammazione silente correlata ad una serie di molecole pro infiammatorie che giornalmente sollecitano i nostri organi.

Alcuni dati scientifici dovrebbero farci riflettere sul fatto che aumentano di anno in anno tutta una serie di disturbi del comportamento i quali colpiscono soprattutto i cosiddetti “paesi ad alto reddito”, giovani che trovano sempre più difficoltà a gestire la propria sfera emotiva, donne ed uomini che tentano il suicidio in preda al male del secolo, la depressione.

I rapporti sulle statistiche effettuate da importanti Università ed enti, hanno previsto un aumento del costo riguardante le malattie mentali che fa risaltare una possibile prevenzione di questo tipo di disturbi come soluzione ottimale.

Il controllo dell’infiammazione intestinale potrebbe essere uno strumento di efficacia importantissimo per attuare una corretta prevenzione contro i disturbi del comportamento.

Batteri intestinali contro i disturbi del comportamento. Gli psicobatteri?

Sapevate che reazioni a lieviti o comunque alterazioni del microbioma potrebbero costituire probabili concause di disturbi del comportamento?

E gli psicobatteri cosa sono e che ruolo hanno nei disturbi del comportamento?

Alcuni probiotici, definiti in modo originale “psicobatteri”, sembrerebbero dotati di proprietà antidepressive ed ansiolitiche, vediamone alcuni:

  • Bifidobacterium longum: questo batterio sembrerebbe essere in grado di alleviare stress psicologico e portare un miglioramento dell’umore si in soggetti con disturbi che in soggetti sani.
  • Bacteroides fragilis: la carenza di questo batterio sembra essere collegata a disordini intestinali in soggetti autistici; una serie di ricerche hanno svelato l’esistenza di varie differenze nel microbioma, tra i bambini autistici e quelli sani tanto che in futuro la terapia potrebbe comprendere anche la somministrazione di probiotici.
  • Bifidobacterium infantis: sembrerebbe essere in grado di normalizzare parametri neurologici, immunologici ed avere effetto di antidolorifico intestinale.
  • Lactobacillus rhamnosus: batterio che sarebbe in grado di ridurre lo stress indotto dal cortisone e le forme di depressione o ansia correlate.

Prendiamoci cura del nostro intestino, del microbioma e tutto il nostro organismo ringrazierà!

Responsabile Studio Nutrilab

Dott. Francesco Garritano

autore

Commenti da Facebook

commenti

Tags: articoli,

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Iscriviti per rimanere sempre aggiornato/a

Nome e cognome

Email